lunedì 23 maggio 2016

mercoledì 18 maggio 2016

Il ritiro degli erogatori Waterbar Asset in Francia

Water bar
In Francia l'autorità Europea per la protezione del Consumatore  ha provveduto con una comunicazione Ratex a dare l'indicazione di ritiro - richiamo - degli erogatori d'acqua frizzante commercializzati da Culligan sotto il nome Waterbar e prodotti da Asset Italia. Il ritiro dal mercato è a carico del distributore.


Dalle poche informazioni pervenuteci, sembra che  il componente principale, ossia il saturatore, in alcuni casi sia esploso con danni significativi. Il sito della Commissione Europea nella sezione dedicata alla sicurezza delle persone dà informazione di 1 caso in Francia e ben 3 in Italia.

Comunicazione RATEX, per il ritiro degli erogatori Waterbar commercializzati da Culligan e prodotti da Asset Italia 

pressione in un carbonatore
Il carbonatore (detto anche saturatore) all'interno di un impianto con per la produzione di acqua frizzante è un componente fortemente sollecitato. La pressione agisce sulla superficie, le forze in gioco sono direttamente sono all'area su chi spinge il gas.  Un saturatore classico  con diametro da 3-1/2", ossia circa 9 cm ha una  superficie di circa 62 cm2, per ogni bar di pressione la spinta è quindi di circa 60 kg, un saturatore con diametro doppio ha una spinta 4 volte superiore per ogni bar di pressione, ossia 240 kg.
 

La pressione di esercizio di un saturatore NON è la pressione di lavoro del regolatore di pressione, è data dalla pressione di apertura della valvola di sicurezza. Infatti, per la legge dei Gas, per trasformazioni a temperatura costante,  PV= costante, quindi  se il saturatore è vuoto e la pressione del regolatore di CO2 è fissato a 3,5 bar, dopo che la pompa avrà dimezzato il volume occupato dal gas, la pressione sarà doppia, quindi a 7 bar, dimezzando ancora il volume la pressione raddoppia nuovamente portandola a 14 bar (la valvola di sfiato/sicurezza interviene a valore inferiore).

La normativa sui serbatoi in pressione, indica il collaudo ad una pressione definita da un coefficiente variabile che oscilla intorno al valore 1,5 (coefficiente che viene determinato da diversi fattori), moltiplicato per il valore delle Pressione Massima Ammissibile. Ora la pressione massima ammissibile NON è la pressione di esercizio, ma un dato di progetto che tiene conto del carico massimo ACCIDENTALE.  Quindi senguendo la norma tecnica, ipotizzando un carico massimo ammissibile con valvole di sicurezza funzionanti deve essere posto a 10.5 bar, mentre se si ipotizza il non funzionamento delle valvole di sicurezza  poste sul saturatore, la pressione massima ammissibile è data dal carico della pompa, quindi 12-16 bar (a seconda del tipo di pompa) e quindi la pressione di collaudo è di 24 bar  con una spinta sulla calotta  del saturatore  vicno a 56.500 N ossia 6 tonnellate.
Se si ipotizza il mancato funzionamento delle valvole di sicurezza poste sul saturatore e la valvola di sovrappressione posta ner regolatore di pressione, la pressione massima ammissibile è di oltre 60 bar,  con una pressione di collaudo a 90 bar, con una forza pari a 211680 N, ossia 21 tonnellate.....

Il ritiro dal mercato non si spiega in maniera soddisfacente con le indicazioni riportate nel breve riassunto, che menziona come ipotesi il mancato funzionamento della valvola di sicurezza del riduttore di pressione.
Non vi è indicazione sul mancato funzionamento delle valvole di sicurezza poste sul saturatore.
Oltre a ciò è legittimo domandarsi come mai si sia proceduto al ritiro dal mercato dell'erogatore completo e non la sola sostituzione del regolatore di pressione se il problema fosse stato il regolatore di pressione....

Il dimensionamento di un organo statico è frutto di un calcolo che tiene conto solo delle sollecitazioni statiche massime ipotizzabili, nel caso di un organo che lavora con continue variazioni del carico, il dimensionamento deve essere fatto a fatica, ossia ipotizzando un'usura nel tempo e una possibile formazioni di cricche che vengono via via ampliate.