lunedì 11 gennaio 2016

Membrane Osmotiche e certificazione secondo il DM174: alcuni ragionamenti

Ogni tanto ci capita di vedere oggetti venduti o proposti con tanto di certificazioni allegre. In passato abbiamo visto debatterizzatori UV con tanto di certificazione che attestava l'assenza di piombo (quando mai l'acciaio inossidabile contiene piombo, al massimo bisogna dimostrare l'assenza di migrazione di nickel cromo e altri leganti tipici del acciaio).




Il caso che andiamo ad analizzare è più simpatico, non una certificazione fasulla e fantasiosa, ma una certificazione impossibile. Infatti il protocollo del Dm174/2004 NON E' APPLICABILE ALLE MEMBRANE OSMOTICHE. Vediamo perché:

Il Dm 174 del 2004 che recepisce la direttiva europea 98/83/CE (direttiva madre su cui si basa tra l'altro il DL 31/2001), al punto 1 precisa:


Mentre al punto 3 dell’articolo 2 si legge:

Sempre lo stesso decreto  Decreto Ministeriale 174/2004  all'articolo 5 punto 2 stabilisce che :


L'articolo 8 infine stabilisce:

Siamo quindi andati a vedere il protocollo previsto per l'allegato III del DM 174/2004 per verificare come procedere alle prove necessarie a certificare le membrane osmotiche.
Allegato III:


Sempre nello stesso allegato nella parte analitica sui metodi di prova:
Si capisce che tale procedura non è possibile per membrane a separazione tangenziale, dette anche membrane osmotiche in quanto il loro funzionamento non prevede una situazione statica ma solo dinamica. Non si riesce a campionare l'acqua a contatto con le membrane con giacenza di 24 ore, l'operazione di prelievo inibisce il tempo di contatto previsto dalla legge.

Saremmo molto curiosi di conoscere il protocollo sperimentale di chi vende membrane sostenendo certificazione secondo il Dm 174. 
A questo punto dopo le risate sulle certificazioni esistenti basate su protocolli impossibili possiamo affrontare la questione in maniera seria.

Il DM 174 presenta numerosi buchi normativi poiché non sono definiti i protocolli sperimentali per alcuni materiali. I casi più eclatanti sono sicuramente quelli delle tubazioni in fibra di cemento di cui manca il protocollo sperimentale (l'allegato I ne è sprovvisto) così come per le leghe a base di rame nichelato o cromato non esiste il protocollo sperimentale ed è quindi ad oggi impossibile procedere con certificazione (anche qui esistono divertenti certificazioni che attestano la certificazione secondo il dm 174 per oggetti in ottone nichelato...).  Questi sono i casi più eclatanti ma ne esistono tantissimi, le membrane osmotiche sono uno dei tanti casi..

Dove sono manchevoli gli allegati al DM si procede in questa maniera (è sconsigliato inventarsi pretese certificazioni): si prende come riferimento la normativa precedente oppure si procede con una dichiarazione di conformità facendo riferimento a quanto disponibile.
Nel caso delle membrane osmotiche sui materiali che la compongono senza poter procedere alla certificazione del manufatto nella sua interezza.

La dichiarazione di conformità è cosa totalmente diversa dalla certificazione. Per i produttori di impianti ad osmosi inversa, l'assenza di una certificazione del componente viene sempre superata dalla certificazione successiva dell'impianto nella sua interezza ossia dalla migrazione globale e non specifica.

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