domenica 13 dicembre 2015

Biossido di cloro e sanificazione degli impianti di trattamento acqua

E' una domanda ricorrente nel nostro settore, quella sulla possibilità o meno di utilizzare il biossido di cloro Cl02 per la sanificazione degli impianti di trattamento acqua.

In molti, vista la forte capacità battericida di questo prodotto, chiedono informazioni in merito.

Purtroppo il composto, oltre che instabile e di non facile preparazione, è fortemente aggressivo su buona parte di componenti che formano gli impianti di trattamento acqua.

Il biossido di cloro, anche in concentrazioni basse (fino a 100 ppm)  non è compatibile con leghe a base di rame, ottone in primis. Quindi, ad esempio, nessun impianto che utilizzi una pompa in ottone può essere sanificato con questo prodotto.

Il biossido di cloro attacca anche alcuni acciai inossidabili tra i quali l'AISI 304, innescando fenomeni di corrosione che oltre ad inquinare l'acqua danno origine a sapori sgradevoli.

Il biossido di cloro aggredisce il polietilene e le guarnizione in NBR seccandole. L'utilizzo di questo sanificante cristallizza i polimeri portando a fenomeni di rottura e quindi perdite.

La manipolazione, la preparazione del biossido di cloro presenta dei rischi che devono essere tenuti in considerazione.

Il biossido di cloro viene utilizzato con successo negli impianti industriali di trattamento dell'acqua potabile, in strutture appositamente costruite, compatibili con questo forte ossidante. Il Biossido di cloro presenta in questo ambito indubbi vantaggi. L'azione ossidante è selettiva, minore è la formazione di sottoporodotti, minore è l'impatto organolettico per l'utente finale.

Nessun commento: