lunedì 27 luglio 2015

Acqua del rubinetto e clorazione, alcune considerazioni

Nel nostro paese, in Italia,  l'acqua del rubinetto ha poco o tanto cloro?

Nell'acqua che esce dal rubinetto spesso si riscontra il sapore di cloro.  In estate l'odore e la percezione aumenta.

La cloro copertura generalmente viene fatta per impedire la crescita di microrganismi nella rete distributiva dell'acquedotto. Non ha quindi la funzione di distruggere la carica batterica, ma quella di impedirne lo sviluppo. Il trattamento vero e proprio avviene a monte in fase di immissione nella rete distributiva.

La cloro copertura può essere fatta con Biossido di cloro o con acido ipocloroso.  Il primo è più efficace e lascia meno gusto, ma ha lo svantaggio di essere di manipolazione più complessa.  Entrambi generano il problema dei sottoprodotti di disinfezione

Il Dl 31/2001 non pone una soglia limite alla presenza di cloro nell'acqua di rete, questo perchè il legislatore ritiene più importante la prevenzione al rischio di epidemie idrodiffuse contro i gusti cattivi o gli eventuali rischi legati alla presenza dei sottoprodotti di disinfezione.

In Italia la situazione non è allarmante, il contenuto medio di cloro è circa 10 volte inferiore a quello che si riscontra nei paesi in via di sviluppo.  

2 mg/l nei paesi africani, 0.1-0.2 mg/l in Italia

In estate aumenta la percezione del cloro nell'acqua per due motivi.  


  • Primo perchè effettivamente aumenta il dosaggio nelle condutture. L'acqua calda  tende a sviluppare maggiormente la carica batterica
  • Secondo perchè i nostri sensi, olfatto e gusto reagiscono meglio a temperature vicine alla temperatura corporea.
Purtroppo in Italia la situazione è a macchia di leopardo, con assurdità tipiche dell'incuria.  In alcune zone d'Italia l'acqua è alla fonte di elevata qualità, ma viene comunque clorata perchè la rete distributiva è vetusta o a rischio di infiltrazioni.

Il fatto che la situazione non sia allarmante, per gli amanti del gusto  bere acqua con saprore di cloro è una vera tortura e in molti  si rivolgono all'acqua confezionata pur di bere acqua piacevole.

A volte basta poco per riequilibrare la nostra vita.  Gli impianti di microfiltrazione, eliminano il cloro e i loro cattivi odori. Se adeguatamente  progettati con componenti di qualità (ad esempio i filtri Everpure)  forniscono acqua buona senza gusti, in tutta sicurezza.

lunedì 20 luglio 2015

acqua del rubinetto con gusto di muffa d'estate


Non tutti sanno il perché in estate l’acqua del rubinetto può avere un gusto di muffa...


L’acqua di rubinetto mi dà dei problemi, ha un gusto di muffa e stantio con un vago retrogusto antipatico.  Succede adesso che è estate c’è una ragione? E’ colpa del mio rubinetto o della rete distributiva?  


La ragione più probabile per questi sapori è dovuta alla fioritura delle alghe.  In estate, in presenza di calore e luce, nei laghi, nei bacini, nelle sorgenti, nei corsi d’acqua le alghe possono svilupparsi.
Anche se la carica batterica viene rimossa con i vari processi di trattamento, odore e sapore possono permanere poiché il gusto deriva da particelle di alga estremamente piccole (micorscopiche). 
La presenza di vasche di accumulo, è una delle cause dello sviluppo delle muffe e dei microrganismi, infatti l'acqua ferma a pelo libera rilascia il cloro (streeping), il calore e l'esposizione alla contaminazione esterna favorscono la formazione di muffe

Parecchie sono le persone che hanno uno sviluppato senso del gusto e che avvertono questi spiacevoli odori e sapori, per ovviare una soluzione semplice e poco costosa è dotarsi di un sistema di trattamento al puto d’uso. 

 L’utilizzo di un buon filtro, ad esempio quelli della serie Everpure, garantiscono un’acqua priva di sostanze microscopiche. Il filtro Everpure blocca tutte le particelle superiori ai 0,5 micron.  Se si scegli un filtro Everpure con l’aggiunta di Sali d’argento –Agion- Everpure 2DC, Everpure4DC o MC2 ancora maglio. Si ha la garanzia contro lo sviluppo di microrganismi.
 

sabato 18 luglio 2015

Rilascio polvere di carbone nei filtri per acqua potabile

Il rilascio di polvere di carbone nei filtri per il trattamento acqua  è  normale in fase di primo utilizzo, diventa un problema se il rilascio continua durante la vita normale  del filtro.

Il carbone attivo utilizzato per la realizzione dei filtri per il trattamento dell'acqua  deve rispondere ad una serie di caratteristiche che e determinano la qualità.

La polvere di carbone che viene rilasciata in fase di primo utilizzo deve essere la minore possibile. Anche se si tratta di un transitorio, il rilascio può danneggiare e compromettere il sistema di filtrazione.  Ad esempio negli impianti ad osmosi inversa, il carbone rilasciato in fase iniziale  può depositarsi sulle membrane osmotiche e ridurne la capacità filtrante.   Altro caso emblematico è rappresentato dagli erogatori di acqua frizzante,  la polvere di carbone può depositarsi all'interno del carbonatore creando una criticità per l'insorgere di carica batterica. Da ultimo segnaliamo il pericolo che la polvere di carbone si depositi nei dispositivi di tenuta delle Elettrovalvole determinato continue perdite (soprattutto quelle servo comandate).

La polvere di carbone che viene rilasciata durante a fase di lavoro a regime rappresenta un serio pericolo per la qualità biochimica  dell'acqua.

Questo perchè le sostanze che sono state precedentemente trattenute dal carbone, "viaggiano" in elevata concentrazione accompagnadosi al carbone distaccato.

cono d'ombra


Le particelle di carbone che si distaccano rappresentano anche un problema per gli impianti di sterilizzazione a raggi UV.  Il carbone si comporta come oggetto opaco ai raggi ultravioletti e nello stesso tempo crea  un cono d'ombra all'interno dell'acqua che corre  nella camera del debatterizzatore a raggi UV riducendone l'efficacia.






I filtri in carbone estruso, carbon block, dovrebbero rilasciare  in fase di avvio pochissimo materiale. La qualità del filtro la si nota anche da questo elemento.   I filtri di importazione asiatica mostrano spesso in maniera elevata questo problema.

filtro in linea GAC
I filtri in granuli di carbone (GAC) tendono ad un maggiore rilascio  di polvere di carbone sia in fase di attivazione sia durante il normale regime. Generlamente quindi  a valle di questi filtri vengono installati dei filtri con il compito specifico di trattenere questa polvere,  filtri  a sedimenti (filtri del particolato). Questa tecnica funziona a patto che la mescola dei filtro in granuli sia costituita da granuli a sezione costante.  Se il carbone utilizzato è di bassa qualità è facile che il rilascio avvenga con particella di dimensioni tali da non essere fermato dal filtro a sedimenti.

I filtri a membrana, tipo Everpure o Refiner, patiscono meno questi fenomeni di rilascio in quanto la loro tecnica costruttiva prevede una membrana molto fine che trattiene  la polvere di carbone  inserita all'interno del filtro stesso.