venerdì 29 maggio 2015

Registro di Impianto nelle nuove linee guida del DM 25

Con le nuove linee guida al DM 25 pubblicate nel mese di maggio, per il nostro settore degli installatori vi è una importante e fondamentale novità : il Registro di Impianto

 "Registro impianto. 

Documento fornito insieme all’impianto di trattamento dell’acqua o rilasciato dal gestore sul quale vengono riportate le principali caratteristiche dell’impianto (in particolare quelle attinenti la sicurezza), i recapiti telefonici del fornitore e degli addetti alla manutenzione e le azioni di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria che vengono attuate durante il suo ciclo di vita, a cominciare dalla messa in esercizio o collaudo (UNI EN 15161:2007). Questo documento deve essere sempre immediatamente disponibile per ogni necessità e perciò preferibilmente conservato in prossimità dell’impianto e opportunamente protetto" (dal Glossario delle linee guida) 

Il Registro di impianto è stato fortemente voluto dalla Associazione dei Manutentori ed Installatori AMITAP . Il suo scopo individuare i soggetti che operano ( produttori, venditori, installatori, manutentori) i loro compiti le loro responsabilità per garantire un'acqua sana e a norma di legge.

Le linee guida non sono un regolamento tecnico, ma un  indirizzo per lavorare con qualità nel delicato mondo del trattamento acqua.

Il Registro di Impianto entra a far parte delle "best practies"  che concorrono a governare con precisione i processi che portano a garantire un'acqua trattata sana e piacevole .


La novità rappresentata dal Registro di Impianto non è di bassa portata, le associazioni di categoria sono già al lavoro per definire uno standard  che renda omogeneo il settore e omogenei anche  i controlli da parte delle autorità competenti.

Il Registro di Impianto è comodo per chi installa un sistema costitruito da più apparati che hanno provenienza diversa.   Ad esempio se si dovesse installare un erogatore di acqua potabile trattata in un ristorante è facile che il sistema di filtrazione non sia della stessa marca del gruppo  frigo, come diversa può essere l'origine della colonnina di spillatura.  L'installatore segnala nel registro l'orgine e le conformità delle diverse parti,  comprese gli accessori di collegamento.
L'installatore quindi collauda il sistema e garantisce per la sua competenza.

Il Registro di Impianto deve diventare il documento centrale di governo dei sistemi di trattamento al punto d'uso dell'acqua potabile. Il controllo da parte di un ente ispettivo dovrà partire dalla verifica del Registro, dove sono  contenute le dichiarazioni di conformità e il registro degli interventi ordinari e straordinari.

Crediamo fortemente che l'utilizzo di una traccia comune servirà a rendere più coeso il settore e meno attaccabile da trasmissioni scandalistiche e tendenziose.   Il Registro di impianto sarà un valido strumento per contrastare chi oggi utilizza l'arma dell'ignoranza e delle terrorismo mediatico. Ai nostri clienti daremo indicazione di esibire il registro di impianto qualora si presentassero i mestieranti dello scandalo.

Per maggiori informazioni potete contattare AMITAP

lunedì 25 maggio 2015

Nuove linee Guida DM 25-12 maggio 2015


Sono da poco state pubblicate le nuove linee guida  complementari al DM 25 -12.  Il decreto Ministeriale prevede un revisione continua con cadenza biennale.  Queste appena pubblicate sono in leggero ritardo  rispetto alla precedenti del settembre 2012.

Le linee guida non sono e non vogliono assolutamente essere un regolamento tecnico attuativo del DM 25.  Rappresentano un grosso sforzo per armoinizzare la corretta comunicazione  per far si che la comprensione di quanto scritto nel DM 25 non sia soggetto ad "interpretazione".

Le linee guida sono rivolte all'utente finale, (il consumatore), alle aziende produttrici, venditrici e agli installatori professionisti.

Le due sezioni, per i consumatori e per gli addetti ai lavoratori, sono distinte perchè da una parte c'è la necessità di fornire gli strumenti utili alla scelta del sistema di trattamento al punto d'uso. dall'altre ci sono le raccomandazioni per le pratiche migliori per assicurare il massimo della qualità.

La sezione dedicata ai professionisti è molto dettagliata

Provvederemo a sviluppare una attenta e dettagliata analisi su quanto riportato in queste linee guida, fornendo le indicazioni pratiche che adotteremo per migliorare il nostro servizio facendo tesoro delle "best practies" in esse contenute.

Una delle novità importanti riguarda l'introduzione del concetto di Registro di Impianto, un documento tecnico che accompagna l'impianto per tutta la sua vita, con dichiarazioni di conformità per le parti e i componenti utilizzati, per l'installazione e la gestione dell'apparecchiatura, con registro degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.  Un'importante strumento per combattere l'abusivismo e il pressapochismo di coloro che inquinano il nostro settore....

mercoledì 20 maggio 2015

Ecco la nuova colorazione delle bombole Eurotre

Nuova colorazione per le bombole Eurotre.

 La normativa EN1089-3 al punto 6.3 prevede che il colore bianco del corpo bombola sia destinato solo ed esclusivamente ai gas per uso medico e non può essere utilizzato per i gas destinati ad altre applicazioni. A partire dal mese di maggio le bombole con Co2 alimentare E290 avranno come colorazione il RAL 7037. (come fa toto)



martedì 12 maggio 2015

Valori di parametro e valori indicatori DL 31/2001

Come ottemperare a fronte dei parametri chimico e biologici e  dei parametri indicatori contenuti nel DL 31-2001 per il trattamento dell'acqua potabile.

La grande ignoranza sul tema è un po' disarmante, comprensibile quando da parti di chi è profano o comunque poco coinvolto in questi aspetti, del tutto inammissibile per chi è preposto al controllo o monitoraggio dell'acqua destinata al consumo umano.

I parametri chimico biologici  stabiliti dal DL 31/2001 e successive modifiche integrazioni (smi) sono tassativi. L'acqua è potabile sono quando vengono rispettati tutti i parametri presenti nelle tabelle della legge in questione.  In caso di superamento  l'acqua non è potabile e quindi ne è vietata la somministrazione al pubblico.  Le sanzioni previste per la somministrazione di acqua non potabile partono da 10.360 €.

Il Sindaco è il responsabile dell'acqua erogata nel comune ed  è di sua competenza la dichiarazione di utilizzo o meno dell'acqua potabile sentito il giudizio di potabilità delle strutture preposte ASL-ARPA.  La deroga è possibile solo a livello ministeriale.

E' anche vero che l'ente preposto emette un GIUDIZIO di POTABILITA' in quanto oltre ai parametri chimico biologici indicati nel DL 31/2001  deve tenere conto di possibili elementi nocivi la cui ricerca sistematica non è contemplata  nel decreto legislativo

I parametri indicatori NON sono tassativi, non definiscono la potabilità o meno  dell'acqua erogata ma servono a segnalare possibile anomalie e possibili rischi sanitari  nel qual  caso è necessario intervenire per riportare tali parametri in condizione normale. Il loro superamento non sono di per se  sanzionabili.

Esempio  classico il pH dell'acqua.  E' un parametro indicatore, la legge definisce una condizione normale nell'intervallo tra 6,5 e 9.  Il fatto che l'acqua abbia un pH diverso non significa che l'acqua non sia potabile o che rappresenti un rischio per la salute umana.  Se così  fosse parecchie acque minerali sarebbero non potabile e rischiose per la salute umana.

La ratio della legge è tutt'altro,  se troppo basso vi è rischio di corrosione delle tubature in cui corre l'acqua con il rischio di migrazione di sostanze pericolose nell'acqua destinata al consumo umano.
Per un addolcitore centralizzato vi è il rischio  che l'acqua  in uscita corra nelle tubature di tutta le rete domestica e quindi ha senso intervenire per regolare l'impianto in maniera che il pH sia  entro i valori di parametro indicatore.  Se si tratta di acqua frizzante che sgorga dal rubinetto di un erogatore alla spina, l'unica accortezza è far si che il rubinetto non subisca l'effeto acido dell'acqua gasata. Per il resto non esistono rischi per la salute umana e quindi il parametro non va preso in considerazione è può rimanere sotto pH 6.

Analogo discorso si può fare ad esempio sul tema della durezza.

Va ricordato  che pur non essendo sanzionabili e non avendo (spesso) influenza diretta sui rischi per la salute umana in caso  di variazione è obbligatorio inserire i dati sul manuale d'uso e manutenzione e nello stesso tempo al momento della vendita o dell'installazione comunicarlo ai diretti interessati.

domenica 10 maggio 2015

Filtri in linea per acqua di qualità scadente, alcuni consigli su come riconoscerli

Per un profano del settore, non è facile riconoscere a prima vista se un filtro è di bassa qualità o meno, qui a seguire diamo alcune indicazioni di massima che possono essere utili per la scelta.

Filtri in linea:

Possono essere GAC, ossia carbone granulare attivo, oppure carbon block.
DIFFIDA  DEI FILTRI ANONIMI


Nel primo caso è bene accertarsi che il contenitore sia pieno sino all'orlo, scuotendolo non deve fare il  suono delle maracas. Questo per evitare che il filtro quando lavora coricato non abbia vie preferenziali di passaggio, creando pericolese zone di morta.

Sempre per i filtri GAC  se non è menzionata la granulometria  del carbone, significa che il produttore non lo ritiene importante. Questo significa che la casa produttrice è poco competente e poco seria.

La qualità del carbone anche se non necessariamente indicata sull'etichetta deve essere presente nella scheda tecnica.

Molti sono i filtri che vengono dai paesi asiatici con una bella etichetta con sopra impressa la bandiera degli USA,  con scritto in piccolo a lato Design made in USA. Serve a ingannare le persone, facendo credere che siano americani mentre la dicitura dice solo che è stato disegnato negli USA

I filtri Omnipure sono made in USA con etichette complete, con granulometria costante e ottima qualità del carbone utilizzato


domenica 3 maggio 2015

Antiallagamento per depuratori acqua

I vari sistemi antiallagamento per gli impianti di trattamento dell'acqua potabile

Premessa importante: la nostra lunga esperienza di installatori e progettisti di impianti per il trattamento dell'acqua potabile ci porta ad escludere  rischi  di perdite quando:
  1. gli impianti sono progettati bene
  2. i componenti sono di qualità
  3. l'assemblaggio è fatto con cura
  4. l'installazione viene fatta con cura e prevenendo i possibili rischi legati a situazioni contingenti
I sistemi antiallagamento per intervenire devono ricevere i segnale di perdita d'acqua  in maniera meccanica oppure in maniera elettrica.

Nel primo caso i sistemi avvertono il flusso totale, che se supera la soglia limite impostata, bloccano l'erogazione di acqua.  Il più conosciuto è sicuramente il Waterblock, prodotto in Italia come accessorio per l'industria dell'elettrodomestico, in special modo delle Lavatrici e delle Lavastoviglie.

waterblock
Il Waterblock  presenta diversi punti di forza:
  • Si collega a monte dell'impianto e quindi protegge installazione e macchinario
  •  Non necessita di collegamenti elettrici
  • costa poco
I punti che lo penalizzano  sono:
  •  poca sensibilità nel caso di microperdite  (interviene sono dopo 20 litri)
  • riarmo meccanico (bisogna premere il puntino rosso)
Il principio di funzionamento del Waterbock (protetto da brevetti) è legato ad una turbina che fa girare e quindi avanzare un pistoncino che ritorna al proprio posto se non raggiunge la quota impostata.  Se la supera blocca in maniera irreversibile il flusso d'acqua.

Waterleaks: un altro dispositivo antiallagamento di blocco meccanico per gli impianti di trattamento acqua 
waterleak

si tratta di  un sensore tipo spugna (le pastiglie bianche)  che rileva umidità o acqua  e gonfiandosi spinge un pistoncino che blocca il passaggio dell'acqua.

Il Waterleak  presenta più svantaggi che  vantaggi ed è scarsamente utilizzato.

Punti di forza:
  • piccolo ed economico
  • non necessita di collegamento alla rete elettrica
Punti di svantaggio
  •  deve essere  installato all'interno di impianti e deve essere posizionato dove l'acqua di una eventuale perdita si accumula
  • è molto sensibile all'umidità
  • gestisce passaggi d'acqua modesti
Gli Antiallagamento elettronici sono costituiti da una scheda elettrica e relativa sonda che avvertono la presenza d'acqua e quindi comandano un dispositivo di chiusura (generalmente una elettrovalvola normalmente chiusa) interrompendo l'alimentazione elettrica
antiallagamento GWS

I sistemi antiallagamento elettronici  sono per lo più utilizzati all'interno degli impianti di trattamento dell'acqua potabile, vedi osmosi inversa, microfiltrazioni o frigogasatori; questo perchè elettrovalvola è già presente al  suo interno.

Punti di forza
  • interrompono sia il flusso d'acqua sia l'alimentazione elettrica mettendo in sicurezza l'apparecchio
  • sono molto sensibili, e captano la minima perdita
Punti di debolezza
  • non possono essere  installati fuori da un corpo macchina di un erogatore
  • devono essere sempre associati ad una elettrovalvola normalmente chiusa