lunedì 19 maggio 2014

Giudizio di potabilità

Cosa significa il giudizio di potabilità da parte delle ASL

La potabilità dell'acqua è un concetto tecnico e legale.  La legge di riferimento per l'Italia è il DL 31/2001.

La tecnica individua sulla base dell'esperienza una serie di parametri, chimico fisici biologici dell'acqua,  da rispettare per avere la ragionevole  sicurezza  che questa sia destinabile al consumo umano.

Il concetto di "ragionevole sicurezza" non è un assoluto.  Infatti nell'acqua oltre  alle possibili sostanze inquinanti possono essere presenti sostanze conosciute o meno non previste nel Dl 31/2001.

Il caso più sintomatico, per il nostro settore, è l'argento in forma ionica. Non previsto dalla legge  sulla potabilità, ma introdotto come parametro da tenere sotto controllo dalla normativa sul trattamento dell'acqua potabile. Nella letteratura scientifica non si ha notizia di possibile inquinamento da parte dell'argento, nell'acqua di falda o fluente, quindi il legislatore non ha richiesto di analizzare questo parametro salvo poi accorgersi che in parecchi sistemi di filtrazione viene utilizzato per le sue capacità batteriostatiche.

Un'altro esempio è dato da un'altro inquinante emergente (scoperto da poco) le sostanze perfluoroachiliche PFAS, scoperte di recente nella provincia di Vicenza.  Non previste nei parametri del 31/2001 ma altamente pericolosi a livello endocrino.

Il compito dell'ASL, non dovrebbe essere meramente burocratico,  ma di vigilanza attiva.  Uso il condizionale perché  a volte ci troviamo di fronte solerti burocrati che leggono le analisi senza capirle.

Il legislatore ha individuato una serie di parametri indicatori che svolgono da campanello d'allarme per la possibile presenza di altri inquinati o di rischi per la salute umana.

Il giudizio di potabilità non è una semplice comparazione tra analisi e valori riportati in tabella, ma un ragionamento che tiene conto delle situazioni specifiche.  Sul tema della carica batterica, c'è molto da dire e da ragionare.  Di possibili sostanze microbiologiche presenti nell'acqua si potrebbe redigere una lista di decine e decine di migliaia di forme conosciute, alcune fortemente patogene, altre meno e altre ancora del tutto innocue per la salute umana. Il legislatore ha indicato una serie di ceppi da tenere sotto controllo quali indicatori di un  possibile inquinamento pericoloso ben più esteso dei singoli ceppi indicati.  Non è un caso che la pesudomonas aeruginosa anche se ritenuta patogena non sia presente nelle analisi obbligatorie per le acque di rete e per uso estemporaneo.  La sua presenza su acqua fluente in un numero di colonie limitato, è un fatto quasi naturale e non rischioso per la salute umana, mentre è risaputo che si sviluppa enormemente in zona di acqua ferma.

Il discorso, potrebbe essere molto più lungo, ci fermiamo qua sottolineando che il giudizio di potabilità è una responsabilità che si assume l'organo di controllo,  che oltre al ragionamento  sui dati ricevuti, può essere il frutto ulteriori indagini quando vi è il sospetto di inquinati o sostanze pericolose per la salute umana.


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