mercoledì 14 agosto 2013

La fine ingloriosa del referendum sull'acqua pubblica

A due anni dal referendum sull'"acqua pubblica"

Che fine ha aftto il famoso referendum sull'acqua pubblica ?  Che fine ha fatto la grande partecipazione popolare a sostegno dell'abrogazione della norma che "privatizzava" l'acqua in Italia ?

Le varie multiutility hanno fatto i loro interessi, protetti dalla legge ed hanno alzato in maniera sistematica  le tariffe dell'acqua. Di fatto operano in regime di monopolio e non c'è referendum che tenga, alla faccia di tutti, con la faccia di bronzo non solo non hanno ridotto del 7%  la quota in bolletta (quella relativa al costo del finanziamento degli investimenti) ma hanno alzato le tariffe di parecchio  di più.

Il grande sostegno dei mass media alla "grande" causa dell'acqua pubblica è scomparso, difficilmente si legge di iniziative della cittadinanza che contestano questi aumenti contro lo spirito del referendum. (eppure ci sono)

Col senno di poi si può dire che due sono gli obiettivi vittoriosi della campagna referendaria orchestrata in gran pompa dai chi aveva ed ha gli interessi ben vivi, ossia di chi gestice attualmente gli acquedotti (società di diritto privato)

1)  Si è impedito l'ingresso di multinazionali straniere, che avrebbero  avuto buon gioco in un mercato di nani a mangiarsi a bocconcini le piccole e medie imprese italiane

2) E' stato veicolato il concentto di acqua potabile di qualità, e quindi come conseguenza è stato veicolato il concetto che è giusto pagare di più per un bene di qualità.

La partecipazione popolare se la sono messa sotto i tacchi.  La passione, le energie di migliaia di persone è stata  utilizzata per una grande operazione che si è ritorta contro coloro che hanno visto in questo referendum una battaglia a difesa del territorio e delle genti.

Di ogni esperienza è bene fare tesoro, la prossima volta  sarà da fare  maggiore attenzione ai termini utilizzati

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