venerdì 21 dicembre 2012

Filtri sull'acqua di casa per rimuovere l'arsenico servono ?

A distanza di un anno torna l'interesse sui filtri da applicare sull'acqua di casa per rimuovere l'arsenico, servono ?


A fine di dicembre scade la proroga concessa dall'Unione Europea sul valore limite della concentrazione di arsenico per dichiarare l'acqua potabile.Il limiti massimo di 10 mg per litro sarà tassativo per poter dichiarare l'acqua potabile.  l'Unione Europea non concederà più nessuna proroga. In parecchi comuni l'unica strada, visto che poco è stato fatto, sarà dichiarare l'acqua non potabile.  Come per l'anno scorso, sull'onda dell'emotività è nato un fiorente mercato per promuovere sistemi di filtrazione per la rimozione dell'arsenico dall'acqua del rubinetto.

Come abbiamo già scritto in passato sconsigliamo di rivolgersi ai venditori improvvisati che promettono le soluzioni più fantasiose.  L'osmosi inversa, detto e ridetto, ha un basso potere di abbattimento dell'arsenico presente nell'acqua del rubinetto essendo questo in forma trivalente.  La soluzione teorica migliore è quella  basata su resine a scambio  ionico selettive che rimuovano solo l'arsenico. Nella pratica questa tecnica diviene assai complessa nella gestione.  Come si fa a verificare che siano ancora efficenti ? Quale strumento indica la necessita della rigenerazione o meglio della sostituzione delle parti di consumo ?
Come deve essere dimensionato il filtro ?  Un filtro utilizzato per una piccola famiglia a Viterbo, può essere lo stesso utilizzato a Civita Castellana da una famiglia numerosa, la frequenza di manutenzione è la stessa ?

Se l'acqua fosse già potabile, le cose sarebbero molto più semplici, si saprebbe a priori che la concentrazione ammissibile è determinata e quindi al massimo terminata la funzione positiva il filtro male non fa. Con acque non potabili il cui limite varia e non è garantito il ragionamento non funziona.

Alcuni Sindaci, per risolvere il problema dell'arsenico presente nell'acqua potabile hanno fatto lo scaricabarile. Nel Comune di Tarquinia ad esempio vi è un ordinanza che obbliga il pubblici esercizi della ristorazione, alberghi compresi, a dotarsi di impianti per la rimozione dell'arsenico dall'acqua del rubinetto.
Oltre alla questione dei costi, accollati ad aziende, vi è poi il tema del reale funzionamento e della responsabilità di chi li gestice.

Se per esempio un albergo si dotasse di  un impianto per la rimozione dell'arsenico ( a sue spese ) e poi nell'acqua del rubinetto, nonostante il filtro, il valore supera il limite di legge  chi ne risponde ed in quali termini ? La legge è molto severa in questi casi oltre alle multe salatissime, vi è anche un riscontro penale. Già sentiamo ronzare la risposta tipicamente italiana, in questi casi per i controlli si chiuderebbe un occhio...

Stessa cosa vale per i settore domestico, se tizio si propone per vendere ed installarmi in casa un dearsenitizzatore e poi i valori di parametro sono fuori limite, (magari dopo 7/8 mesi) chi ne risponde ed in che termini ?

Il trattamento di potabilizzazione è cosa seria e non può essere gestito allegramente.

Un aspetto sicuramente sottovalutato è quello dello smaltimento delle parti di consumo, sono zeppe di arsenico, dove le mettiamo ? nel bidone della spazzatura ? Devono essere smaltite come rifiuto Pericoloso, con una procedura non semplice  ( ad esempio il trasporto non può essere fatto da chichessia )

La strada deve essere quella di imporre alla pubbliche amministrazioni di intervenire in maniera seria sul problema in generale.




2 commenti:

Ale ha detto...

Sto diventando matto. Vivo a Sutri e l'arsenico ce n'é in abbondanza. Vorrei eliminare le bottiglie ed installare un depuratore decente sotto il lavandino. Lei mi sembra preparato, cosa farebbe?

gwsonline ha detto...

Buongiorno,
la prima cosa da fare è delle analisi, e sualla base di queste segliere un sistema che migliori l'acqua erogata.
Per il problema dell'Arsenico, rimango scettico per le soluzioni miracolose, comunque nelle ultime fiere del settore ho visto prodotti a base di resine che vengono garantiti sempre che il flusso non sia elevato ( 1 litro per minuto max ). Ad esempio i Profine prodotti in Italia