lunedì 30 luglio 2012

Psuedomonas Aeuruginosa ed acqua potabile trattata

Il tema della contaminazione batterica dell'acqua destinata la consumo umano è fondamentale e di non semplice lettura.  La carica batterica può essere patogena, capace  di generare  malattie  nell'organismo umano, oppure non patogena, ossia batteri innocui per la salute umana.
La quantità di carica batterica sia patogena che non è un dato necessario per la valutazione complessiva . (La presenza di una o poco più Unità Formanti Colonie  (UFC)  è un segnale importante ma non necessariamente allarmante.)

La legge  Italiana con il DL 31/2001 impone l'assenza di qualisiasi rischio per la salute umana e quindi qualsiasi carica patogena all'interno dell'acqua destinata al consumo umano.  Nello stesso tempo definisce alcuni parametri  indicatori per verificare la presenza o meno di contaminazione batterica.  Questi parametri  si chiamano  indicatori in quanto se positivi avvisanodi una contaminazione ben più ampia.
Non è detto che essendo questi negativi non ci sia carica  batterica patogena.  Questo è il caso della Pseudomonas Aeruginosa  batterio opportunista  patogeno ubiquo. 
I campionamenti di legge che vengono effettuati per  il controllo degli erogatori d'acqua potabile trattata  sia nei ristoranti sia nel  settore domestico non prevedono il controllo della Pseudomonas, ma ciò non significa che nel caso che ne fosse rilevata la presenza l'acqua  possa considerarsi  potabile.
Su questo punto il ragionamento da fare è complesso e lo rimandiamo in fondo all'articolo.

La letteratura medica definisce questo batterio pericoloso per tutti  i soggetti immunodepressi, con patologie (anche mortali) alle  vie  respiratorie, urinarie e cutanee.  E'  un batterio  ubiquo nel senso che  è presente ovunque, nell'aria, nel corpo umano, sulle superfici solide. Nell'acqua si sviluppa nelle zone di morta (ossia acqua ferma)  tra i 4 ° C e i 42 °C; un intervallo assai ampio.

La Pseudomonas Aeruginosa è resistente a  parecchi disinfettanti e  non è semplice debellare le colonie batteriche presenti  nell'acqua.
La presenza di Pseudomonas Aeruginosa negli erogatori di acqua potabile trattata è dovuta nella   maggioranza dei casi a fenomeni di retrocontaminazione, ossia la carica batterica risale i condotti per svilupparsi  poi nelle  zone dove l'acqua  scorre  poco, ad esempio  negli interstizi degli OR nei raccordi  rapidi, nelle elettrovalvole servocomandate o nei pressostati.
Per  prevenire l'insorgenza di questo  pericoloso batterio è  importante agire su  diversi fronti.

1)  avere la certezza  che il sistema di filtrazione non sia contaminato, quindi utilizzare sistemi batteriostatici (ioni d'argento o  altro)  battericidi  (lampade a  raggi UV a valle del filtro). Prevedere la possibilità di campionamento a monte e a  valle del  filtro.
2)  assicurarsi che gli impianti utilizzati siano progettati con componentistica adeguata e contengano il minimo possibile di zone  di morta
3) procedere con pulizie e  disinfezioni giornaliere del becchi  di erogazione, tenendoli comunque riparati il più possibile da contaminazione con l'esterno.
4) Controllare  periodicamente la qualità dell'acqua  secondo  la tabella dell'allegato I  del  del 31/2001.
5) Evitare di installare impianti in zone a rischio - ad esempio ospedali o  case di cura - e comunque se installati seguirli con protocolli di manutenzione serrati.

Va anche aggiunto che in diversi casi abbiamo potuto verificare la presenza in quantità trascurabili di Pseudomans nell'acqua di rete.

Nel caso fosse rilevata la presenza di tale contaminazione all'interno  di un erogatore d'acqua , non ha senso  effettuare  sanificazioni  anche drastiche se  prima non si è individuato la causa  di questa contaminazione.  Per affrontare il problema in maniera metodica bisogna capire  dove è  presente il ceppo (e quindi l'origine) di colonie batteriche che si sviluppano all'interno dell'impianto.  L'esperienza  nel settore mostra alcune costanti,  (che non possono però  essere  prese a priori con certezza come causa dell'inquinamento batterico).  Sappiamo che le Elettrovalvole servocomandate sono difficilissime da sanitizzare, che sono spesso zone di sviluppo batterico avendo zone di morta, ma questo non basta per  identificare la causa. L'analisi del problema deve essere svolta comunque metodicamente.

Il disinfettante  con maggiore efficacia è  sicuramente l'acido peracetico che non è di facilissimo utilizzo, l'acqua ossigenata ha bisogno di un tempo  maggiore  e lavora male con  acqua fredda.  E' importante una azione meccanica per rimuovere l'eventuale biofilm presente nei condotti.

La presenza di carica batterica patogena è  sanzionata in maniera pesante da  parte delle  autorità di controllo, in alcuni casi il  rischio è  addirittura penale.  E' vero anche che la natura ubiqua della Pseudomonas e il suo basso  livello di rischio per la salute umana porta a considerazioni  che vanno argomentate con chi preposto ai controlli di sanità pubblica.   Se la carica rilevata è estremamente bassa, se agli impianti è associata  una regolare manutenzione, se le parti di consumo sono rispettano le leggi vigenti, piccoli sforamenti  si possono discutere.  Non è un caso che il legislatore abbia volutamente NON inserito  questo ceppo nei controlli di routine.

L'indifferenza di fronte a  questo problema è causa  di accanimento da parte delle  autorità di controllo.

L'utilizzo di un debatterizzatore a raggi UV ha sicuramente un effetto positivo per gli erogatori al punto d'uso, deve essere posizionato in maniera opportuna e possibilmente il più vicino possibile al punto di erogazione Vedi Debatterizzatori UV

 La presenza o meno della Psuedomonas nel  report  di analisi sulla qualità dell'acqua

Abbiamo volutamente lasciato per ultimo questo spinoso argomento.

Non è un caso che il legislatore NON abbia inserito il controllo di questo parametro nella routine di controllo sulla qualità delle acque destinata al consumo umano. O meglio non è inserito per tutte le acque tranne le confezionate.

Il legislatore conosce  molto bene la realtà ben diversa da ambienti asettici di laboratorio, la presenza di quantità piccole di carica batterica è spesso un fatto "normale" con le quali bisogna convivere.  Ove fosse presente questo inquinante in modeste quantità non ha senso la sanzione, perchè anche la più corretta prassi igienica in ambiente umano nel tempo non può prevenire una contaminazione anche se modesta. Generalmente di fronte alla prezenza modesta di carica batterica l'indicazione è di un intervento di pulizia e di una procedura di monitoraggio più stringente.  L'aspetto sanzionatorio si impone  quando vi è dolo e trascuratezza nell'affrontare il tema. Ad esempio quando manca  un procedura di amnutenzione cadenzata nel tempo e non a norma con quanto previsto dal DM 25 e dall'HACCP.  Oppure quando i valori di contaminazione  sono elevati (questo generalmente può dipendere da  uan scarsa cura nella scelta dell'impianto e dalla scarsa cura sul tema della manutenzione)


mercoledì 11 luglio 2012

Aqva7 a chi rivolgersi per le manutenzioni

La ditta Aqva7 di Legnano ha portato i libri in tribunale.  E' impossibile  raggiungerli telefonicamente per le assistenze, le manutenzioni o per il materiale di consumo.
he le ditte possano  trovarsi in difficoltà   in questi tempi è purtroppo  comprensibile, per rendere l'impatto per la  clientela meno  drammatico  basterebbe  comunicare a  quali numeri rivolgersi per l'assistenza ordinaria e straordinaria.

Abbiamo ricevuto diverse chiamate da clienti smarriti. I nostri colleghi della  Lombardia ci  hanno segnalto la disponibilità a servire  le seguenti provincie per la manutenzione ordinaria e straordinaria, ad intervenire in caso di guasto  o di fornire il mateniare di  consumo  ad esempio Bombole di co2.

Provincie  in cui è attivo  un servizio di assistenza sostitutivo su impianti Aqva7:
Lombardia
Varese, Monza, Milano, Lodi, Cremona, Bergamo, Brescia
Piemonte:
Novara, Verbania, Asti, Alessandria
Liguria
Genova e Savona

Per qualsiasi  necessità potete  contattarci tramite mail  vi indicheremo un centro di assistenza competente sugli impainti ad  osmosi inversa a produzione diretta.  Indicate la vs  zona

( abbiamo rimosso il numero verde poichè siamo stati subissati  da  chiamante- fino a 10 al giorno- non abbiamo purtroppo  tanto tempo disponibile )

I tecnici sono in grado  di intervenire su impianti ad osmosi inversa acqua7, così come gli impianti erogatori o frigogasatori di altre marche

Chi volesse segnalare tecnici o aderire a class action  segnalo il forum di Acquasemplice

giovedì 5 luglio 2012

Nuova casetta dell'acqua a Cesena e a Forlì

Il nostro collega di Forlì - Ecoline- ha inaugurato una  nova casetta dell'acqua a Cesena lo  scorso maggio, mentre da  pochi giorni è attivo il nuovo punto acqua presso l'Apebianca via Bologna 277 a Forlì.

La precedente  realizzazione a Forlimpopoli di cui abbiamo già parlato nel  nostro blog, in solo otto mesi ha erogato oltre 750000 litri di acqua, con uma media di cira 100.000 litri al mese.

Se si ipotizza  per  difetto, che gli utenti, avrebbero  utilizzato al  loro posto bottiglie da 1,5 litri, possiamo considerare un risparmio di 67.000 contenitori  di plastica  dal peso di 35 grammi.  Circa 2,3  tonnellate  di plastica in meno al mese !

In  termini ambientali considerato  che per ogni kg di plastica  tipo PET   prodotto  si producono 2.3 kg di co2 possiamo parlare  di un risparmio di oltre 5,29  tonnellate di co2 !

A questo bisogna aggiungere il risparmio per  tutti i  bilici pieni d'acqua che sono stati tolti  dalle strade !

Conoscendo la serietà di Ecoline, queste sono notizie  che ci fanno piacere !