mercoledì 25 aprile 2012

Come smaltire le lampada a raggi UV

Molti impianti di filtrazione sono  dotati di una  lampada a  raggi UV per  garantire che l'acqua erogata sia sterile.  I bulbi  UV hanno  una durata di funzionamento  di circa 9200 h, dopo  la loro efficacia si riduce  del 60%  e vanno quindi sostituite.
Le lampade a  raggi UV  contengono mercurio.  Anche se poco questo rappresenta una minaccia per l'ambiente.
Deve essere  smaltito come  rifiuto speciale.
I privati cittadini  possono  recasi  gratuitamente presso le  isole ecologiche. Oppure rivolgersi a  chi ha fornito le  lampade  che sono  tenuti per legge ad  effettuare il ritiro  in fomra del tutto  Gratuita


Le aziende  devono rivolgersi ai vari consorzi di raccolta, ad  esempio Ecolamp.
Lo  stoccaggio  delle  lampade  usate e il relativo  trasporto è soggetto a  normativa specifica


mercoledì 11 aprile 2012

Cambio di indirizzo

Global Water Service cambia sede.
i nuovi recapiti sono

Global Water Service
Salita al Garbo 2
16159 Genova
Tel 0107451845

Ci siamo trasferiti in un locale più ampio per poter meglio svolgere il nostro lavoro

lunedì 2 aprile 2012

Osmosi Inversa e nuova normativa DM 25 febbraio 2012

il 23 marzo entra in vigore il Dm 25 del Ministero della Salute che come regolamento tecnico disciplina il trattamento dell'acqua potabile.

Nel vecchio ordinamento, Dm443 del 1990 vi erano alcune prescrizioni tecniche e non era rischiesta nessuna Autorizzazione Ministeriale alla messa in commercio.

Era d'obbligo nel caso di accumulo dotare l'impianto di una lampada battericida, inoltre era prescritto la presenza di valvole dinon ritorno e di una valvola di miscelazione da utilizzare per non far scendere la durezza sotto i 15 °f.

Era una normativa zoppa e con dei controsensi. Se era vero che l'acqua non dovesse scendere sotto i 15°f di durezza per questioni sanitarie, ad esempio, come era giustificabile la presenza di centinaia di acquedotti che erogano acqua con durezza già inferiore ?

Oggi la legge è molto piu ampia ed affronta il tema degli impianti per acqua ad osmosi inversa in modo totalmente diverso.

Gli impianti ad osmosi inversa sono come gli altri, il produttore, importattore deve mettere in condizione il cittadino di fare una scelta corretta e ragionata. Inoltre in tema di salute ed incolunità ne risponde in maniera pesante chi produce, importa, vende o installa.

Con il nuovo decreto DM 25 del Ministero della Salute non è ammesso promuovere l'acqua osmotizzata come soluzione "miracolosa" o assoluta per bere acqua sana in casa. Nei fogli illustrativi deve essere descritto in maniera chiara cosa fa l'impianto, quali sono le sue caratteristiche. Propagandarlo come rimedio "toccasana" e contrario al codice del consumo, l'autorità garante del mercato può intervenire su segnalazione. Le multe partono da 30.000 €

Nel manuale devono essere ben descritti quali sono i parametri che si vanno a modificare. Tale descrizione deve essere supportata da validazione presso laboratorio.
Qui nascono i problemi perchè l'osmosi non lavora in maniera costante su tutte le acque, in lacuni casi si hanno fenomeni di disturbo, ad esempio il pH. ( e qui si apre un tema assai spinoso )
Redarre la parte scientifica in maniera ampia ed inattacabile non è cosa semplice.

La manutenzione dell'impianto ad osmosi deve seguire una specifica anch'essa validata presso un laboratorio. Oltre alla sostituzione dei prefiltri a carbone devono essere previsti gli accorgimenti tecnici per la sostituzione sicura delle membrane.

Il dispositivo che segnala il raggiungimento della capacità filtrante prima di una nuova manutenzione può essere un contalitri o anche seguire una logica temporale, ma deve essere efficace ( e validato ).

Finalmente sarà possibile inserire un post filtro di buiona qualità, magari con sistema batteriostatico senza essere automaticamente fuori norma, come accadeva nella vecchia 443.

Ad oggi operano diversa ditte di assemblaggio di impianti ad osmosi, mettere a posto la parte di validazione è un processo assai lungo che deve essere fatto per ogni modello prodotto.

Le osmosi inverse a produzione diretta assemblate in Italia dovranno tassativamente avere il marchio CE, mentre quelle con accumulo volendo possono farne a meno a patto che non utilizzino dispostivi elettrici.

Abbiamo attivato una voce di discussione sul nostro forum sull'argomento.