lunedì 12 dicembre 2011

Filtri in linea di qualità

I filtri in linea sono utilizzati principalemente negli impianti ad osmosi inversa.
Sono utilizzati come prefiltri per proteggere la/e membrana/e dal cloro presente nell'acqua di rete. Oppure come post filtri per garantire un qualità organolettica superiore.

Nel primo caso è possibile utilizzare filtri in linea di non primaria qualità ( l'acqua viene comunque filtrata dalla membrana osmotica ), mentre nel secondo caso è bene utilizzare componenti certificati.

Il carbone attivo non è tutto uguale può essere di origine vegetale o minerale. In entrambi i casi è bene utilizzare carbone attivo lavato acido, questo permette di elimanare le impurità.
Il carbone deve essere possibilmente di noce di cocco dello Sri Lanka

I filtri in linea generalmente sono in carbone granulare ( GAC ) ma ne esistono versioni anche in carbone estruso

giovedì 1 dicembre 2011

Formazione GWS

Il tema della gestione dei processi aziendali è importante per assicurare la qualità del servizio/prodotto.

Una azienda composta da più persone genera di un flusso di informazioni :
Alcuni ruoli hanno il compito di generarle, altri di gestirle ed altri di decidere sulla base di queste.
Il modello della nostra azienda è orizzontale. Non esite il "capo" esistono degli obiettivi condivisi sui quali tutti sono portati a svolgere il lavoro.
Il compito di decidere non ha un aspetto gerarchico ma neanche "assembleare". Ognuno nel suo ruolo gestisce la sua parte di processo.

Assicurare la qulità nel prodotto/servizio trattamento acqua parte dalle gestione dei processi.

Il giorno 15 di dicembre GWS organizza al suo interno una giornata di formazione, aperta ai colleghi, sul tema dei processi aziendali e la loro organizzazione. Nella giornata sarà anche presentato un libro scritto da Paolo Ghelfi ( sarà presente l'autore, sulle "Spinte" per muovere o velocizzare i processi. Alcune utili altre dannose.

Il prgramma completo della giornata è disponibile a richiesta.

sabato 19 novembre 2011

Filtro Everpure ESO 6


Il filtro Everpure ESO6 è una cartuccia della serie a baionetta con caratteristiche non banali.
Svolge la stessa funzione dei filtri della Serie C, ossia rimuove odore, sapore, torbidità. Composti a base di cloro, pesticidi etc.
Il filtro Everpure ESO6 ha la funzione di ridurre la durezza, abbattere il calcare attraverso resine a scambio ionico. Un by pass interno permette di far passare una minima quantità d'acqua solo attraverso i carboni attivi ristabilendo quindi il livello di acidità.
Il filtro Everpure ESO6 non è un inibitore di calcare, non introduce polifosfati ( TOSSICI ) per impedire al calcare di precipitare, è un vero filtro che rimuove il calcare e abbassa la durezza dell'acqua.
La sua durata è in funzione della durezza dell'acqua in ingresso, le spcifiche della casa madre ( espresse in Grain/Gallo ) indicano una durata di che varia dai 5315 l con durezza in ingresso di 6 °f, sino a 800 litri con una durezza in ingresso di 35 °f.
Le sue dimensioni sono 37,5 cm di altezza per 8 cm di diametro
Il suo costo è più elevato delle normali cartucce Everpure AC e 4C, ma è sicurmante inferiore ai sistemi ad osmosi inversa.
Oltre a ciò la manutenzione può essere svolta in completa autonomia dall'utente finale con un deciso risparmio.

lunedì 14 novembre 2011

Giornata di Lavori AMITAP

Gioved' 24 novembre ore 10.30
Grosseto
AMITAP-CNA impianti


Il rapporto con le autorità competenti e le procedure di assistenza e manutenzione dell’acqua potabile trattata al Punto d’uso.

Giornata di lavori sul tema dei controlli nella ristorazione da parte delle autorità competenti.
Partecipazione libera, previa registrazione, rivolta agli adetti del settore.




domenica 6 novembre 2011

impianti ad osmosi inversa a produzione diretta

Il sistema di filtrazione basato sull'osmosi inversa utilizza delle membrane che separano l'acqua ricca di sali e sostanze nocive dal permeato, ossia dall'acqua leggera senza inquinanti.
I costi e le dimensioni delle membrane sono tali che per le utenze domestiche, per l'acqua destinata al consumo umano, si utilizzano degli impianti con accumulo.
La membrana produce poca acqua per volta che viene immagazzinata in un accumulo ( vaso di espansione ). L'accumulo è uno dei punti di rischio per l'eventuale crescita della carica batterica, per questo la legge italiana impone che tutti gli impianti di trattamento con accumulo devono avere un trattamento di disinfezione a valle.( Generalmente si utilizza una lampada a raggi UV ).
La produzione della membrana osmositica è influenzata da diversi fattori, in primis la pressione di rete e la temperatura dell'acqua. In commercio esistono, per il settore domestico membrane da 50, 75 e 100 GPD ossia le membrane riescono a produrre 50, 75 o 100 galloni al giorno ( Gallon Per Day ) in litri rispettivamente 190, 285, 380 . ( a 4 bar e 25 °C )
Le membrane a 50 GPD sono le migliori come capacità di filtrazione

Il sistema basato sull'accumulo presenta quindi gli svantaggi degli ingombri, della portata limitata e dell'acqua ferma all'interno dell'accumulo stesso.

Gli impianti a produzione diretta non hanno accumulo, l'acqua necessaria viene prodotta all'istante. Per far questo è necessario che le membrane abbiamo uno sviluppo maggiore per assicurare una portata sufficiente, oppure vengono forzate a lavorare a pressioni maggiori.

Gli impianti che sforzano le membrane osmosi, hanno il vantaggio di utilizzare una componentistica di qualità a prezzi contenuti, ( nel mondo la produzione di membrane del tipo 1822 è molto elevata ) ma nello stesso tempo possono avere una durata limitata.

Nel nostro paese parecchie sono le ditte che assemblano la componentistica con le più diverse soluzioni, due membrane in serie ( per recupare parte dello scarto ), due membrane in parallelo, tre membrane di cui due in parallelo e la terza in serie e così via.
Che ci risulti solo Dometic produce un impianto con membrana apposita capace di erogare 3 litri al minuto.
I prezzi di vendita al pubblico non sono giustificati dalla componentistica utilizzata, i costi commerciali influenzano in modo determinante il prezzo finale dell'osmosi inversa a produzione diretta.

Gli impianti a produzione diretta montano pompe a palette o pompe a membrana ( pompe a diaframma ). Le prime presentano lo svantaggio di bloccarsi per l'azione del calcare ( per questo alcune ditte installano prefiltri con polifosfati ), di andare in cavitazione e quindi rovinarsi, ma assicurano una buona prestazione, le altre hanno lo svantaggio di prestazioni inferiori e a volte qualità infufficiente ( durano poco ).

Le schede elettroniche per il controllo degli impianti sono l'incubo dei centri di assistenza.
Vengono montate a bordo macchina con le funzioni le più disparate ( antiallagmento controllo della salinità, contalitri, contatempo, time out, led rossi blu, luci di babbo natale e chi ne ha più ne metta ). Le ditte venditrici per giustificare il prezzo elevato dell'impianto hanno bisogno di arricchire il prodotto e quindi vengono aggiunti i gadget che spesso pongono problemi di funzionamento.

La vendita degli impianti ad osmosi inversa a produzione diretta è purtroppo emotiva, per riuscire a trasmettere emozioni al gruppo di vendita che poi lo riversa al cliente finale si creano impianti sempre più complicati. La voglia matta di erogare acqua osmotizzata con la stessa portata del rubinetto di casa è sbagliata, si costruiscono impianti complessi, fragili e costosi quando una portata di 60/70 litri ora è più che sufficiente per l'acqua destinata al consumo umano.

Una scatola, un eletrovalvola in ingresso, un prefiltro, by pass, pompa a membrana, pressostato di massima e pressostato di minima, tutto a bassa tensione, alimentatore esterno.
Il cliente è informato che l'acqua è molto leggera, che deve aspettare 10 sec prima di utilizzarla.



un nostro Collega di Pescara assembla le osmosi e le propone a noleggio o in vendita, semplici efficaci, sicure ed a basso prezzo Galileo Water 3466684020

giovedì 13 ottobre 2011

In risposta alla trasmissione delle Iene sull'acqua trattata servita nei ristoranti

Abbiamo guardato la trasmissione delle IENE con una certa apprensione, chissà, magari venivano mostrate cose di cui non siamo a conoscenza, magari si andava prendere ad esempio i peggiori del settore per fare di tutta l'erba in fascio.

Per chi volesse vedere la puntata

Nulla di tutto ciò, un po' di sciatto scandalismo, con pochissima competenza tecnica.
Ed in chiusura il SANO e CORETTO invito ad una regolare e periodica manutenzione degli impianti di acqua alla spina



Sciatto perchè si mostra da una telecamera nascosta, una mano anomima che riempe un flacone ( sterile ?) con acqua versata da una bottiglia.

NON è così che si fa un prelievo in maniera seria, si devono flambare i beccucci di erogazione, prelevare l'acqua e metterla in una borsa termica ( la carica batterica duplica ogni 29 minuti... ) se nella rete ci fossero 10 UFC dopo 4 ore in assenza di cloro ne avremmo.. 2560 UFC...

La Carica Batterica non patogena è del tutto normale che si sviluppi in assenza di cloro e senza variazioni ANOMALE non è motivo di peggioramento qualitativo.

Le Caraffe non sono sterili e contribuiscono in maniera certa a sfalsare i risultati. Nei filamti si vede in maniera chiara che la bottiglia poggia sul contenitore.

Ci viene da ridere vedere una occhialuta in camice bianco che "scientificamente" afferma che l'acqua è più "sporca" che succede, si regalano le lauree?

Perchè non si indaga sul fatto che l'acqua della rete risulta non sterile. La dottoressa poteva mettere a frutto anni di feroci studi ? l'aiutiamo noi, la risposta è asai banale NON hanno flamabato il rubinetto per il prelievo, il cloro presente impedisce la crescita della carica batterica.

Il termine "acqua depurata" è fuori luogo, si dice acqua potabile trattata, non si depura un bel nulla si migliorano le caratteristiche organolettiche, si raffredda e si satura con co2 l'acqua ( la si rende frizzante ). Per legge deve essere ben visibile la dicitura "acqua potabile trattata"

Se presente una lampada a raggi UV ed il filtro è batteriostatico l'acqua esce sterile, può sviluppare un po di carica nella parte finale e nei contenitori ( brocche o bottiglie - meglio brocche a bocca larga si lavano meglio ).

Gli impianti ad Osmosi inversa abbattono e riducono il contenuto salino ( non trattengono. l'osmosi non funziona così...), quelli con filtrazione a Carboni NO, il contenuto salino rimane invariato.

Bene l'invito ad una regolare manutenzione degli impianti, i tecnici che seguono gli impianti e le parti di consumo hannu un costo, le analisi a campione pure, il prezzo dell'acqua servita ai tavoli per impianti che montano filtri a norma e che sono seguiti in maniera regolare ha un senso

mercoledì 12 ottobre 2011

Le iene, l'acqua nei ristoranti e la carica batterica


 Il post sul servizio IENE sull'0smosi inversa è a questo indirizzo




Per questa sera è prevista, mercoledì 13 0tt0bre la messa in onda, durante la trasmissione "le Iene" di un servizio sull'acqua servita in caraffa nei ristornati.

Le anticipazioni parlano di controlli a campione su 10 ristoranti in cui risulterebbe che in 9 casi l'acqua risulta più "sporca" fino a 20 volte l'acqua potabile.

Già in passato Altrocosnumo aveva fatto una inchiesta analoga a Roma , con percentuali simili.
Giustamente, veniva sollevato il tema della qualità dell'acqua, con grande enfasi per tutti queli locali fuori norma, mentre non veniva preso in considerazione il caso del ristorante a norma.
Lo scandalismo serve a far rumore, ma poco si cura di analizzare i dati e di indicare le buone pratiche per un servizio migliore. Non a Caso in quell'inchiesta di Altroconsumo, il ristoratore a norma, con lerogatore d'acqua alla spina, era seguito da una ditta seria, Keep in Touch, che è associata ad AMITAP l'associazione die manutentori di impianti per il trattamento dell'acqua potabile. ( il filtro monta un Everpure 4DC ed una lampada UV )

Ci capita a volte di vedere situazioni fuori norma, ristoranti con filtri "dubbi" non autorizzati dal Ministero della Salute, Locali con erogatori d'acqua senza regolare manutenzione ( perchè costa ) ma questa è una infima minoranza. Per esperienza diretta ad esempio nella provincia di Genova, su circa 500 impianti, ben 450 sono seguiti con regolare manutenzione da ditte serie.

Il tema della carica batterica è spesso utilizzata a sproposito.
1) il prelievo dai rubinetti deve essere fatto flambandoli. Se non si sterilizzano al momneot del prelievo l'acqua viene ovviamente contaminata dall'ambiente.

2) il prelievo deve essere fatto da personale competente, altrimenti si "inquinano le prove"

3) soprattutto bisogna leggere in maniera competente i risultati. La legge in vigore, Dl31/2001 impone assenza di carica patogena, ossia controllo dei parametri indicatori, ossia Escherichia coli, Coliformi ed Enterococchi. ( ma se l'acqua in ingresso ne è priva, questi non possono formaesi per autogenesi....) La carica batterica non patogena a 36 ° gradi deve essere massimo 10 UFC, mentr quella a 22°C non deve avere variazioni anomale. Per i saputelli scandalistici, non sapendo cosa significa variazione anomale prendono come riferimento il valore 100 UFC che non significa nulla. L'acqua senza cloro può avere un incremento della carica batterica, ma questo è un fatto assolutamente normale. La carica batterica non patogena è presente ovunque, anche nel nostro organismo ed è un fatto assolutamente NORMALE. Un aumento fino a 400/ 500 UFC è cosa assolutamento NORMALE, oltre è bene intervenire con manutenzione e cambio filtri.
Le variazioni anomale sono quelle che non sono giustificate dall'assenza di cloro ( ! )

I filtri utilizzati da GWS sono tutti dotati di Lampada UV che grantisce un acqua sterile dopo il filtro.

I ristoranti seguiti da GWS con regolare contratto di manutenzione hanno impianti a norma e con cadenza semestrale o quadrimestrale hanno sotituzione delle parti di consumo e pulizia macchina.

Se nelle anticipazioni si parla di un ristornate a Norma su dieci, siamo pronti a scommeterci che le Iene non si porranno la questione del perchè...

lunedì 10 ottobre 2011

Casa dell'acqua a Forlimpopoli



Pubblichiamo volentieri sul tema delle Case per l'Acqua, il nostro collega Ecoline di Forlì ha concluso felicemtente una importante installazione nel Comune di Forlimpopoli.




















Il taglio del nastro da parte del Sindaco di Forlimpopoli.
Anche in questo comune grazie ad Ecoline i cittadini si sono riappropriati di una loro risorsa.
Per contatti Ecoline, Via Martoni tel 0543404300

http://www.acqua-alla-spina.com/forlimpopoli

L'acqua del Sindaco, così spesso demonominata è una fontana pubblica che eroga acqua potabile trattata, il sistema di trattamento rimuove odore sapore cloro e suoi derivati. Lampade a raggi UV garantiscono l'assenza di carica batterica

domenica 9 ottobre 2011

depuratori, osmosi con finanziamento: attenti al tasso 0

Gli impianti per il trattamento dell'acqua potabile vengono proposti con diverse tecniche di vendita. Attraverso call center, tramite incontro in un centro commerciale, attraverso televendita, un venditore si reca a casa vostra e propone diversi tipi di impianti, osmosi inversa, micorfiltrazione, depuratori vari...
Generalemente un "depuratore" ha un costo elevato ( da indagare perchè ) che non rientra nelle disponibilità immediate di una famiglia. Il venditore per superare questa obiezione, pur di vendere un impianto ad osmosi, tira fuori dal cilindro la soluzione magica, il finanziamento a tasso zero.

Il tasso zero non esiste ! E' una pratica scorretta diffusa in tutti i settori del commercio. Anche nella grande distribuzione. Il meccanismo non è banale.

Il prezzo viene gonfiato, ad esempio un depuratore che normalemente costa 2000 viene portato a 2800.
La finanziaria emette tabelle truffaldine in cui nelle rate conmpare TAN = 0 e TAEG = 0 o poco più.
Il cliente vede che la cifra totale corrisponde al prodotto tra rata e numero di rate e quindi si sente confortato. Che bello, compro a tasso zero.....
L'azienda venditrice porta il contratto di finanziamaneto alla finanziaria, che dopo verifiche sulla solvibilità del cliente paga alla ditta venditrice la somma decuratata dal costo della pratica ( generalmente 150/200 € ) e del tasso di interesse relativo al finanziamento, ( generalmente questo oscilla tra il 14 e 21 % !!!!!! ) Le Banche riconoscono addirittura un extra del 1% alla ditta venditrice in quanto ha procurato un cliente alla finanziaria...

E' uno schifo ! Chiunque propone un finanziamento a Tasso Zero Fasullo per promuovere un impianto per il trattamento dell'acqua potabile commette una truffa ai danni di persone molto spesso con poca cultura o che in quel momento erano affascinati dal desiderio di avere un impianto di microfiltrazione che non hanno avuto tempo per riflettere in maniera serena.

Inoltre perchè il giochino della finanziaria a tasso zero funzioni, per promuovere osmosi e microfiltrazione, è necessario che il prezzo sia gonfiato anche per chi compra in contanti... Nella grande distribuzione, dopo campagna a tasso zero, segue una svendita a prezzo ribassato del 20 %.


Un'altro aspetto che i venditori non dicono è il seguente, il contratto di finanziamento è un rapporto tra finanziaria e soggetto finanziato a prescindere dal bene acquistato. Ossia se i venditori scompaniono oppure l'impianto acquistato non corrisponde alle attese, oppure il servizio è inesistente, NON è possibile interrompere le rate del finanziamento. Se in maniera arbitraria un cliente insoddisfatto del bene acquistato non pagasse le rate del finanziamento viene seganalto alla centrale rischi e quindi perde la possibilità di ottenere finanziamenti futuri e nello stesso tempo viene sottoposto ad azione coercitiva per il recupero del credito da parte della finanziaria.

Assistiamo a centinaia e centinaia di persone che hanno comprato l'impianto ad osmosi inversa con la formula della macchina "regalata" abbinata ad un pacchetto di manutenzione decennale da pagare con finanziamento che sono costretti a pagare la finanziaria pur essendo scomparsi venditori e manutentori

venerdì 30 settembre 2011

Pre filtro. filtro e post filtro


Nel mondo del trattamento acqua si usa un gergo proprio che a volte non coincide con la terminologia scientifica. Ad esempio utilizzaimo spesso il termine "filtro a sedimenti" per indicare il filtro che rimuove le parti in sospensione, ossia un filtro meccanico con maglia fine. Nel linguaggio corretto sarebbe bene dire "filtro del particolato".
In alcuni casi si eccede con terminolgia fuorviante, ad esempio con il termine depuratore domestico... l'acqua dell'acquedotto è già potabile....

Il termine pre filtro indica un filtro che ha la funzione di proteggere il cuore dell'impianto di trattamento acqua, sia esso ad osmosi iversa sia esso a micorfiltrazione. Il pre filtro può essere a "sedimenti" o a carbone attivo in granuli ( GAC ) o estruso ( carbon block ). Ci capita di vedere impianti assemblati senza senso, ad esempio quando il il filtro a sediementi è posizionato prima del filtro a carboni attivi in granuli.
Per gli impianti di microfiltrazione il prefiltro ha lo scopo di rimuovere il "grosso" e proteggere il filtro, soprattutto da possibile intasamento dovuto a limo o parti in sospensione. Si utilizza il concetto dell'imbuto, ossia filtri a sedimenti con maglia maggliore o comunque uguale del filtro a seguire. I prefiltri non richiedono una qualità elevata, hanno lo scopo di sgrossare l'acqua in ingresso. Esistono filtri "asiatici" validi ad un prezzo contenuto

Il filtro generalmente è il cuore dell'impianto, diverse possono essere le tipologie a Carbone attivo , Ceramico, a Membrana, a resine o altro. Il filtro svolge la funzione principale per il quale è stato studiato l'impianto. Molto diffusi sono i sistemi a Carboni attivi, che rimuovono il cloro è i suoi derivati, e migliorano le caratteristiche organolettiche dell'acqua.
In questo caso la qualità del sistema di filtrazione deve essere assoluta. Everpure, Omnipure, Filtec etc..

Il post filtro deve essere utilizzato quando il filtro, ossia il cuore dell'impianto, non riesce a produrre acqua equilibrata da un punto di vista organolettico, o c'è il rischio che il filtro rilasci sostanze in sospensione. Classico è il caso dell'osmosi inversa. in molti impianti è presente un post filtrio a Carboni per riequilibrare il gusto dell'acqua. Altro caso assai diffuso è un post filtro a Sedimentia maglia fine ( 1 - 5 micron ) per trattenere polvere di carbone dei filtri GAC.
Il post filtro è un componente assai critico, deve essere di assoluta qualità per garantire che l'acqua filtrata mantenga le sue caratteristiche. Il nosto consiglio è di scegliere prodotti Omnipure, costosi, ma di qualità certa e garantita. Il prezzo di un filtro Omnipure può essere anche quattro volte superiore ad un filtro cinese, ma ne vale la spesa

sabato 17 settembre 2011

Una cattiva pratica, ricaricare le bombole usa e getta Eurotre


Riceviamo parecchie segnalazioni di bombole usa e getta riutilizzate. Nonostante vi sia un dispositivo per impedire questa pratica pericolosa, alcune ditte o megglio alcuni "personaggi" operano in tal senso.
E' estremamente pericoloso, è una praticia che sconsigliamo vivamente. Le bombole possono deteriorarsi con rischi notevoli per l'incolumintà delle persone. Vi ricordiamo che all'interno la Co2 ( anidiride carbonica E290 ) è in fase liquida ad alta pressione, vicno ai 60 bar. Le bombole da 600 gr usa e getta prodotte dalla ditta Eurotre sono collaudate e reistenti fino a 180 bar, ma il produttore non è in grado di assicurare la qualità del cilindro una volta terminata la carica. Questo perchè l'umidità potrebbe dar vita a fenomeni di corrosione. La valvolina sulla bombola da 600 gr non ha un dispositivo di sovrapressione che impedisce il rientro dell'acqua o dell'umidità.
Nessuno è in grado di verificare lo stato delle bombolette esauste.
E' un discorso antipatico e contro i nostri principi tesi al riutilizzo, ma in questo caso non è possibile altrimenti.


E' possibile passare da bombole usa e getta da 600 gr con filetto M11x1 a bombole ricaricabili con un semplice adattatore, una volta fatto l'acquisto di una bombola da 4 kg ricaricabile PED, si può tranquillamente ricaricarla per 10 anni di fila. ( investimento nell'ordine dei 150 € )

Vi raccomandiamo di controllare le bombole che acquistate, se le vedete deteriorate o arruginite prestate attenzione, potrebbero essere ricaricate e quindi potenzialemente pericolose

lunedì 12 settembre 2011

Princess Water Machine Media World

Abbiamo finalmente visto sugli scaffali di Mediaworld l'erogatore Princess, prodotto da NTS ditta italiana con notevole esperienza nel campo.


( immagine scaricata dal sito NTS )

Due sono le macchine proposte, ambiente e fredda modello Basic e fredda e frizzante, modello Plus.
Lo chassis è realizzato in termoformatura.
La gasatura è realizzata a mezzo di una pompa a vibrazione ( tipo macchine per il caffè )

Il sistema di filtrazione è realizzato da una multinazionale americana che opera anche nel campo del trattamento acqua. ( Non ci risulta però che il sistema di filtrazione abbia la necessaria autorizzazione ministeriale come prescritto dal DM 443/90 )

A differenza del Prodotto Coop non è fornito nessun supporto con centri di installazione e manutenzione.
I messaggio pubblicitario è contro la normativa italiana che vieta di proporre gli impianti di trattamento dell'acqua potabile come depuratori. NON esiste l'acqua pura, o meglio è un concetto chimico e non legato alla biologia del corpo umano. ( ci siamo quasi stancati di ripeterlo )

Sugli scaffali sono presenti i ricambi quali filtri e bombole di co2 da 600 gr Usa e Getta. ( le bombole hanno un prezzo elevato 19 € ! verificate il loro costo su internet ad esempio presso i nostri due sponsor Acquaxcasa e Novacqua . Sono presenti anche i filtri everpure.

I prezzi di vendita presso Mediaworld sono di un euro sotto i 1000 ( modo elegante per dire 999 che inganna ) per il modello Princess Plus.

L'installazione è esclusa e non vi sono indicazioni di centri di assistenza ed installazione a cui rivolgersi.

In un post di Maggio avevamo espresso le nostre considerazioni su una iniziativa analoga da parte di Coop attraverso il modello Equa. Facendo un confronto ci sembra che questa iniziativa farà poca strada ( come sembra faccia anche il modello Equa/Coop - in promozione che sa di svendita per tutto il mese di agosto ).
Manca tutto il supporto per dare sicurezza e tranquillità al cliente. Normativa, di comunicazione e di garanzie. Se la macchina si guasta chi va a ripararla ? a quali costi ?
Boh ?
Come sempre si cerca di compensare il tutto con prezzi accattivanti che vanno a ledere il lavoro di chi da anni propone, installa e mantiene impianti per il trattamento dell'acqua potabile.

lunedì 5 settembre 2011

Normativa Italiana e Normativa Europea impianti acqua

La normativa Italiana nel campo del trattamento dell'acqua potabile presente delle "stranezze" che cozzano con la normativa Europea.

Il DM 443 che impone la preventiva autorizzazione alla messa in commercio di filtri compositi è contraria alla libera circolazione di merci nella Comunità Europea. Un ottimo sistema di filtrazione venduto ad esempio in Germania, non può essere commercializzato in Italia senza una approvazione da parte del Ministero della Salute sulla scorta di un protocollo Scientifico.

( se il tipo di filtrazione non fosse riconosciuto all'interno del Decreto Ministeriale le cose si complicano in quanto bisogna seguire la trafila dell'Isitiuto Superiore di Sanità )

Altre norme presentano punti discordanti tra paese e paese.

Il CEN è l'organismo che si occupa di armonizzare la legislazione europea attraverso le norme EN cha a loro volta vengono recepite dai singoli stati.

Nel campo del trattamento dell'acqua potabile i riferimenti europei sono diversi, nello specifico :

Sulla qualità dell'acqua 98/83/CE

Sulle Installazioni e manutenzioni EN805 -1,2,3,4,5

Sulle Membrane Osmosi EN14652

Sugli Addolcitori EN 14743

Sulle Lampade UV EN 14897



I diversi Stati Membri della Comunità Europea hanno loro organismi che vigilano ed emettono norme armonizzate a livello nazionale

Esistono organismi di controllo con in parecchi Stati membri. ACS -Francia, DVGW - Germania, WRAS - Gran Bretagana



Per maggiori informazio consultateci



sabato 27 agosto 2011

Microfiltrazione e lampada UV

Parecchi sono gli impianti di micorfiltrazione che abbinano filtro a Carboni Attivi e Lampada UV.

Lo scopo è quello di garantire che l'acqua all'uscita dei filtri non abbia carica batterica.



La lampada deve essere dimensionata per la portata del filtro, generalmente una potenza di 8- 10 watt è più che sufficiente per 4 litri/ minuto.



Alcuni impianti hanno la lampada sempre accesa in altri è commendata da un pressostato che l'accende solo quando si preleva dell'acqua. I vantaggi sono evvidenti, in quanto si risparmia sull'energia elettrica, si prolunga il tempo di vita della lampada e nello stesso tempo si evita il fastidio di avere il primo bicchiere di acqua calda.

Bisogna però sapere che anche se accesa la lampada impiega 10-20 secondi per avere un efficiente capacità battericida, questo perchè i vapori di mercurio all'interno del bulbo devono scaldarsi per emettere UV ( la luce violetta non è UV ) e nello stesso tempo per sterilizzare l'irradiazione non deve essere instatanea.



Gli impianti che mantengono la luce UV sempre accesa nei periodi di prolungato fermo scaldano l'acqua e questa se ricca di calcare deposita una patina sulla guaina interna in quarzo rendendola opaca. E' necessario che il tecnico o chi fa la manutenzione periodica abbia cura di sfilare la guarnizione e procedere alla sua pulizia meccanica.



Munirsi sempre di un ricambio OR della guaina in quarzo, tende a cristallizzare e può perdere.



Per ricambi :

















mercoledì 27 luglio 2011

Utilizzo dei filtri a Carbone attivo con Polifosfati

Il Carbonato di Calcio è una brutta bestia per tutte le applicazioni tecniche, precipitando si deposita su tubature, organi meccanici, scambiatori di calore riducendone l'efficienza.
Il Carbonato di Calcio precipita alla pressione atmosferica introno ai 44 °C ( fenomemno legato all'evaporazione/separazione della C02 ).

Nel nostro campo gli organi più sensibili all'incrostamento da calcare sono le Pompe a Palette, le elettrovalvole ad azionamento diretto, le valvole di sicurezza e quelle di ritegno. Chi utilizza impianti per erogare acqua calda ha sicurmanente problemi moggiori.

Per ridurre l'incidenza negativa del calcare una soluzione è utilizzare sali di polifosfati disciolti in acqua. Questi sali si "sotituiscono" alla Co2 ed inibiscono la precipitazione del Calcare. Quindi la durezza non cambia, la quanità di sali disciolti rimane la stessa. Se l'acqua evapora il calcare si deposita !

I polifosfati sono nocivi alla salute umana, devono essere dosati in maniera attenta e non superare i 5 ppm per mantere l'acqua nei parametri di potabilità. ( riuscire a dosare in maniera costante questa quantità con dispositivi a basso costo non è semplice )

Le cartucce a Carbone Attivo con sali di polifosafti negli impianti ad osmosi inversa vengono messe prima della pompa a palette. Il loro scopo e rimuovere il cloro che danneggia la membrana e nello stesso tempo impedire che il calcarepossa causare il blocco della pompa.
Consigliamo di acquistare filtri di marca, ditte certificate, ad esempio Omnipure o Everpure

Le Membrane ad osmosi inversa hanno la capacità di rimuovere il 96 % dei polifosfati presenti nell'acqua, quindi una quantità minima quale è 5 pp viene totalmente rimosssa dalla membrana.

Attenzione ! la valvola di miscelazione deve essere posta a monte del filtro, se così non fosse parte dei polifosfati vanno poi al rubinetto ....

Le macchine per il caffe domestiche utilizzano filtri a polifosfati che vanno poi direttamente nell'acqua per il caffe, non è una bella cosa. Eludono la normativa sulle acque potabili in quanto si tratta di alimento e quindi seguono normative diverse.

Le acqua con Carbonato di calcio NON sono dannose per la salute umana, su questo punto vi rimandiamo ad un nostro articolo sul tema.

lunedì 18 luglio 2011

Sidea e naturizzatori, Corriere della Sera

Sul Corriere della Sera di venerdì 15 luglio è apparso un redazionale sullo sviluppo aziendale e l'incremento dei concessionari da 30 a 60 nel prossimo futuro.

Il sistema di filtrazione della Sidea è Autorizzato dal Ministero della Salute, viene chiamato "Naturizzatore" nome commerciale che evoca un'acqua naturale. Di fatto la legge impone che tutti gli impianti abbiamo scritto bene in vista "Acqua potabile Trattata".
Il sistema di filtrazione non ha nulla di particolare, si tratta di uno o due filtri in linea con carbone granulare e un filtro a sedimenti. L'acqua viene quindi mandata in un tubo in teflon ( permeabile ai raggi UV ) che si sviluppa a spirale intorno ad una lampada a raggi Ultravioletti e quindi battericida.
Un scheda elettronica blocca il sistema a tempo. Passati 6 o 12 mesi l'impianto si ferma non erogando più acqua obbligando quindi il cliente a svolgere la manutenzione periodica.
Se da una parte ciò facilita la transazione commerciale, dall'altra obbliga l'assistenza ad intervenire spesso in urgenza e quindi con costi maggiori perchè il cliente ha la macchina ferma ( ad esempio un ristorante..)
I filtri in linea a Carbone Attivo necessitano di una operazione di "scarbonatura" ossia al primo impiego devono essere lavati abbondantemente per rimuovere la polvere di carbone che va in circolo.

Gli impianti di frigogasatura che usa Sidea sono i classici a banco di ghiaccio, che si possono trovare sul mercato a prezzi ragionevoli.

La politica commerciale della Sidea punta molto sul suo marchio. Ricerca piccoli imprenditori a cui affidare delle zone in cui operare. A questi concessionari viene quindi affidata una zona con vincoli molto stringenti.

Il prezzo a cui Sidea vende gli impianti ai concessionari tiene conto del marchio. Questo incide notevolmente ed impone ai concessioari quindi di rivendere il prodotto a prezzi che sono nella soglia alta del segmento di mercato. Ad esempio un impianto di frigogasatura per un ristorante con 70/100 coperti completo ha un prezzo di mercato che oscilla tra i 2000 e i 3200 €, mentre i prezzi applicati ( obbligati ) dai concessonari Sidea sono assai più elevati.

Ad oggi non esiste in Italia un marchio affermato di riferimento per il trattamento dell'acqua potabile al punto d'uso. Forse l'unico con un minimo di visibilità è Culligan.

Molti sono i concessionari che rinunciano o abbandonano il campo, a Genova, Milano, Piacenza ne abbiamo visto passare diversi in pochi anni.

Il consiglio che diamo a tutti gli interessati è di fare bene i conti, di non impeganrsi con acquisti spinti dall'onda emotiva, di un futuro radioso pieno di guadagni, di verifcare bene il mercato prima di impegnarsi con penali o con acconti versati. Vendere ad un proprio consocente è più facile che andare da sconosciuti, prima di impegnarsi consigliamo a tutti di fare un giro e verificare i prezzi di riferimento.

Filtri Autorizzati dalMinistero della Salute ce ne sono diversi, alcuni ottimi, ad esempio Everpure con prezzi decisamente più abbordabili. L'importante è che si rispettino tutte le norme che potete verificare sul nostro sito nella pagina Normative.

Contalitri,Valvole di non ritorno, riduttore di pressione, filtro Autorizzato,........

venerdì 15 luglio 2011

Presentazione Treven, impianti per il trattamento dell'acqua potabile. Triveneto

Una breve presentazione dei nostri colleghi che operano da diversi anni nel campo del trattamento dell'acqua potabile in tutto il Veneto e regioni limitrofe.



La ns attività: vendita, installazione e assistenza impianti tecnica acqua trattata.
I ns punti di forza:
  • vendita
  • installazione
  • assistenza tecnica qualificata
Zone coperte : tutto il Triveneto, Venezia centro storico e isole.
Inoltre siamo distributori per il Triveneto della Cem Industries.
Il ns magazzino ricambi sempre ben approvvigionato .

Rivolgersi a Spillature di Bruno Marton

sabato 9 luglio 2011

Nas, Caraffe filtranti e procura di Roma


La guerra dell'acqua vive in questi giorni un nuovo capitolo
La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati i produttori delle Caraffe Fitranti.
Forte di una perizia del Nuclo Antisofisoticazione ( NAS ) dei Carabinieri Il pm Donidola ha proceduto senza rendere pubblica tale perizia.

Viene contestato un peggiormanento della qualità dell'acqua prodotta dalla Caraffa Filtro. In quanto vi sarebbe un impoverimento del contenuto salino e nello stesso tempo una crescita della carica batterica

Viene contestata la frode in commercio in quanto la caraffa filtrante non farebbe quanto reclamizzato

Viene costestato il non rispetto della normativa sullo smaltimento dei rifiuti in quanto il filtro sarebbe rifiuto "speciale" e non domestico.

Anche se non siamo fautori della caraffa filtrante, ci sembrano accuse assai pretestuose.

L'acqua trattata da una caraffa filtrante che riduce alcune sostanze non fa niente di male ( sempre che ne sia infomato l'utente ) acqua con minore durezza non è nociva. Che dire allora di acque minerali la cui durezza è vicina allo zero ?

  • La carica batterica sempre che non sia patogena ( e la caraffa non ha il dono dell'autogenesi di microbi patogeni ) è normale ed è tenuta sottocontrollo con i sali d'argento. L'utente deve cambiare il filtro nei tempi indicati dal produttore.

  • La pubblicità delle caraffe mi sembra equa e normale. Si dice solo che migliora il gusto Non c'è proporzione: sarebbe opportuno che si iscrivesse nel registro degli indagati tutti coloro che plaudono ai bombardamenti in Libia chiamandoli missione di pace

  • Il filtro contenente resine è un rifiuto domestico in quanto la quantità di resine è minima. Sicuramenente se mettiamo a confronto le montagne di plastica dovute all'utilizzo di acqua in bottiglia a confronto con i piccoli filtri viene da ridere....

lunedì 4 luglio 2011

da un recente convegno di Legambiente Lombardia



Clicca sull'immagine per vedere l'inquinamento delle falde in Lombaria

Da un Recente Convegno di Legambiente Lombardia esce un quadro preoccupante della falda acquifera lombarda.

In parecchie zone l'attivtà antropica mette a rischio la qualità dell'acqua.
Gli acquedotti per mantenere alta la qualità dell'acqua erogata sono costretti a pescare da pozzi più profondi o ad intervenire con trattamenti più severi per mantenere alta la qualità dell'acqua erogata.

Ovvio che entrambi le soluzioni comportino un aumento del costo del servizio e quindi dell'acqua erogata al cittadino.

lunedì 27 giugno 2011

Trattamento acqua potabile inquinata dal mercurio

Riceviamo richieste di informazioni per il trattamento dell'acqua destinata al consumo umano inquinata dal mercurio.

L'inquinamento da Mercurio ( Hg) è assai grave. Il metallo pesante viene accumulato nell'organismo umano e nei lunghi periodi genera patologie. Famoso è il caso di Minamata dove la popolazione attraverso l'alimentezione di cibo carico di mercurio ( in questo caso pesce ) fu soggetta ad una sindrome grave, con morti, malformazioni fetali, degenerazione dell'apparato celebrale.

In questi giorni molto si parla dell'inquinamento da Mercuiro di false acquifere nel trevigiano.
La causa ancora non è nota. ( tenderei ad escludere fenomeni naturali... )

La soglia di legge secondo il Dl 31/2001 e di 5 microgrammi, i valori misurati sono tra i 20 e 50 microgrammi. Non si tratta di un'inquinamento acuto, ma resta sempre grave per una esposizione nei lunghi periodi.

Il mercurio viene efficacemente rimosso dai Carboni Attivi.

Attenzione a chi si improvvisa facile risolutore di un problema serio.
L'acqua inquinata da mercurio non è acqua potabile e per il suo trattamento non ha senso utilizzare i dispositivi domestici recepiti dal DM 443/90

Attenzione al monitoraggio dell'efficacia del sistema filtrante, non basta affidarsi ai litri erogati o al tempo trascorso.

Attenzione allo smaltimento dei filtri esausti. SONO RIUFIUTI PERICOLOSI, perchè carichi di marcurio e quindi devono essere smaltiti con le procedure di legge.

Gli impianti ad osmosi inversa sono validi come trattamento per il mercurio , ma seguono le relativi "attenzioni" poste sopra.

Per coloro che utilizzano acqua di pozzo possono dimensionare gli impianti in maniera opportuna e definire un protocollo di manutenzione e smaltimento che assicuri la qualità dell'acqua destinata al consumo umano e la qulità del processo.

domenica 26 giugno 2011

Quanto dura una bombola di co2 per i gasatori da tavolo ?




I gasatori da tavolo spinti da una forte campagna pubblicitaria stanno avendo un meritato successo. Diverse sono le marche che propongono i diversi apparecchi: Imetc, Sodaclub, sodafresh,Wassermax.





Quasi tutti utilizzano bombole ricaricabili di co2 da 425 gr con un attacco standard: ACME 2G.

Il principio di funzionamemento dei gasatori è assai semplice: attreverso un diffusore viene liberata all'interno della bottiglia calzata sul gasatore, anidride carbonica. La pressione della co2 è fissata, mentre il termpo di "iniezione" dipende dall'utente che può in questa maniera rendere l'acqua più o meno frizzante.
Non tutta la co2 "iniettata" entra in soluzione nell'acqua. Una buona parte resta in forma gassosa è viene eliminata automaticamente, quando cessa l'azione di iniezione.

La quantità di gas per litro d'acqua dipende da diversi fattori.

  • il tocco dell'operatore.
Se si agisce a singhiozzo si perde parecchia co2
  • il livello di gasatura che si vuol raggiungere.
per maggiori informazioni vi rimandiamo ad un articolo sul tema

  • la temperatura dell'acqua da rendere frizzante.
più l'acqua è fredda meno co2 bisogna impiegare per raggiungere lo stesso livello di gasatura

La durezza dell'acqua influenza il tipo di bolla, acque ricche di sali tendono a creare bolle di dimensioni maggiori.

Di fatto per rendere l'acqua frizzante ad un livello medio (3 Volumi gas ) sono necessari circa 10 gr di Co2. Sono ingannevoli quelle comunicazioni che promettono i 5 gr per litro di acqua. Questi sono livelli raggiungibili solo con i frigogasatori.

Un consiglio pratico, per risparmiare co2 ed avere un'ottimo livello di gasatura potete riporre in frigo l'acqua da rendere frizzante.

Le bombole sono tutte intercambiabili tra loro, potete tranquillamente utilizare bombole Imetec su impianti Sodaclub, opure Sodafresh su impianti Wassermax. l'Importante è che il gas utilizzatoper ricaricare le bombole da 425 gr sia Co2 E290 per uso alimentare

lunedì 20 giugno 2011

Ferrarelle : "prodotto a impatto zero" l'utilizzo spregiudicato dei termini

Leggiamo sull'etichetta della Ferrarelle, Acqua in bottiglia molto conosciuta ed apprezzata per le sue caratteristiche particolari :

"Ferrarelle compensa la Co2 emessa nell'atmosfera per produrre questa bottgilia d'acqua con la creazione e tutela di nuove foreste"

Questo progetto viene chiamato "Impatto Zero". Fatto questo Ferrarelle si sente in diritto di attrbiure il concetto di "Prodotto a impatto Zero".

Notiamo un uso spregiudicato della lingua italiana
Notiamo un assurdo meccanismo che prima distrugge e danneggia l'ambiente poi si preoccupa di risanare con azioni "benevole-buoniste"

Un po' di onesta ( intellettuale ) non sarebbe male.......
Potrebbero dire che l'acqua vien imbottigliata a Riardo ( Caserta ) e che Km ne fa parecchi per arrivare ad esempio a Milano.....

sabato 18 giugno 2011

Autorizzazione Ministeriale filtri secondo DM 443/90

Secondo il DM 443/90 che regola e disciplina il trattamento dell'acqua potabile, i filtri compositi basati sul carbone attivo devono avere una autorizzazione ministeriale per la messa in commercio.
Tale autorizzazione viene rilasciata a chi ne fa domanda al Ministero dopo aver presentato documentazione scientifica secondo un protocollo come da allegato alla norma in questione.

Sono in molti che confondono a il termine approvato con autorizzato. Sono due cose ben distinte. Se ci si riflette un poco sulla differenza dei due termini si capisce che l'approvazione e cosa più impegantiva dell'autorizzazione. In secondo luogo l'autorizzazione è legata a chi ne fa domanda e non al prodotto in se. Se una ditta presenta il prodotto XX ed ottiene l'autorizzazione alla messa in commercio un'altra ditta che commercializza lo stesso prodotto dovrebbe a sua volta richiedere l'autorizzazione alla messa in commercio.

Poichè la norma è in stridente contrasto con la libera circolazione delle merci in Euoropa, ed è quindi facilmente cassabile in fase di contestazione, le Autorità poco se ne curano.

Voci di corridoio dicono che a breve tale decreto ( DM443/90) dovrebbe decadere per far posto ad una norma armonizzata a livello Europeo ( la bozza scaricabile dal sito GWS ).

La nuova norma imporrà alle aziende di assumersi in maniera chiara tutte le responsabilità di fronte al cittadino e alla legge. Finalmente cesserà il simoniaco commercio di attestati di "approvazioni" spesso legate a componenti o parti di un sistema di filtrazione. Speriamo che con l'imposizione di regole più severe ci si porrà il tema oggettivo di garantire la qualità del prodotto e dell'acqua erogata.

venerdì 10 giugno 2011

Da NON crederci

Ci siamo imbattuti su questo esilerante prodotto. ( Non è un prodotto Walt Disney ! )

"L’attivatore d’acqua Aqua Lyros non e’ un filtro e quindi non agisce sulle impurite macroscopiche (sabbia, terra o altri residui visibili facilmente elimininabili con un comune filtro per acqua) ma agisce sulla struttura molecolare dell’acqua, riorganizzandone i cluster in geometrie cristalline ed altamente energetiche, cancellandone contemporaneamente le memorie energetiche negative."

Alcuni dei particolari criteri costruttivi rivendicati :

"3) Creazione di Vortici tramite polarizzazione magnetica con polarità nord delle molecole d’acqua con cambiamento istantaneo del senso di rotatzione (Sistema Dr. Patrick Flanagan)."

16) La Costruzione dell’apparecchio è avvenuto seguendo I principi della "Geometria Sacra"applicando rigorosamente la proporzione della Sezione Aurea (Phi=1,6180339…) come si può trovare p.es. nella Piramide di Cheope (Sistema Ing. Christian Lange).


Il bello è che utilizzano parole sceintifiche, mentre basterebbe dire credeteci.....

venerdì 3 giugno 2011

Un difetto non banale sui frigogasatori

In alcuni impianti frigogasatori abbiamo riscontrato un difetto di progettazione che in caso di gausto concomitante rende l'impianto non riparabile.

Nel caso di "ghiacciamento" per rottura del termostato o della sonda PTC di temperatura succede che il polmone di Co2 conteuto all'interno del saturatore "assorbe" l'aumento del volume dell'acqua contenuta.
Questo purtroppo non si verifica quando in concomitanza è finita la bombola di co2. In questo caso essendo assente il polmone di Gas succede che l'aumento del volume dell'acqua spacca letteralmente tutto.
I frigogasatori che hanno un saturatore in acciaio inox saldato resistono allo shock mentre quelli ultracompatti dove la serpentina dell'acqua liscia è annegata all'interno del saturatore patiscono seriamente. Nel caso di schiaccimanto della serpentina deve essere cambiato tutto il saturatore che in alcuni casi è solidale con il circuito frigo. In quei casi non resta che rottamare l'impianto.

I vari costruttori hanno due strade di fronte, ( oltre a verificare la qulità della componentistica e abbassare la soglia di difettosità sotto lo 0,5% ) o ridurre talmente il costo dell'impianto per gestirne la sostituzione senza svenarsi, oppure progettare impianti in cui la riparazione in caso di guasto non sia difficile ne costosa.

La rottura di un termostato o di una sonda di temperatura può capitare, con poche decine di € si ripara il tutto sempre che la mania di rimpicciolire e di risparmiare qualche € non porti il produttore a conseguenze future nefaste.

Prevedere uno sfogo in fase di "giacciamento" per gli impainti compatti non sarebbe male

sabato 21 maggio 2011

Manutenzione e Assistenza per gli impianti di trattamento acqua

Tutti gli impianti di trattamento acqua potabile hanno bisogno di una regolare manutenzione. Siano ad osmossi inversa, o microfiltrazione o altro ancora fondamentale per mantenere in efficienza l'impianto procedere a regolare pulizia e cambio delle parti di consumo.
I tempi sono dati dalla casa costruttrice che indica i termini e i modi per procedere alla manutenzione programmata.
Esiste una circolare del Ministero della Salute che obbliga le ditte di vendita o i costruttori ad indicare sul manuale e sulle confezioni la necessità di provvedere alla manutenzione.
L'acqua senza cloro è più buona e piacevole da bersi. Il cloro ha la funzione di impedire lo sviluppo della carica batterica. Rimuoverlo ha senso solo se la qualità del filtro è buona, e soprattutto se a cadenza regolare di procede a sanificare l'impianto.
La manutenzione programmata ha costi ben definiti.

NON siamo d'accordo con le politiche "commerciali" di parecchie ditte che addossano alla manutenzione cose inesistenti. ( chi regala l'impianto e si fa pagare la manutenzione ad esempio, oppure chi fornisce garanzia a patto di contratti di manutenzione esosi... )

L'assistenza sugli impianti per il trattamento dell'acqua potabile è ben altra cosa. A prima vista possono sembrare la stessa cosa, ma così non è.
L'assistenza interviene quando c' è un problema, perdita d'acqua o guasto dell'impianto. A seconda della tipologia di cliente deve intervenire con rapidità. Un ristorante non può aspettare giorni, ha i clienti che premono. Un privato se per giorni non beve acqua trattata non muore.
L'assistenza ha costi decisamente diversi dalla manutenzione programata. Un tecnico deve poter intervenire 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Il costo diventa elevato. Le aziende serie spalmano questo costo sulla manutenzione programmata, il cui prezzo copre l'eventuale manutenzione straordinaria.
Se si dovesse far pagare al cliente una uscita d'emergenza il prezzo sarebbe folle.

venerdì 13 maggio 2011

Erogatori acqua prezzi

Erogatore acqua in casa e nella ristorazione, alcune riflessioni

Una deformazione professionale del mondo mercantile  vuole a tutti i costi conoscere il prezzo, senza dare troppa importanza alle caratteristiche dell'oggetto o servizio.

"Quanto costa un erogatore acqua per casa?"


E' una domanda ricorrente che ha poco senso, per poter rispondere in maniera adeguata serve definire il più possibile il tipo di erogatore e del servizio associato.  Facendo un rapido giro su internet con la parola chiave erogatore acqua casa, escono una quantità infinita di proposte, alcune con il prezzo altre solo infomrative o che tendono ad emeozionare il possibile cliente e spingerlo a contattare la ditta in questione.

serve un osmosi ?



Il primo aspetto fondamentale e verificare a quale esigenza l'erogatore risponde, e se le sue caratteristiche sono conformi ai desiderata richiesti.  Bisogna sempre accertarsi che il tipo di trattamento sia compatibile con l'acqua erogata dal comune.  Se l'acqua è già leggera o molto leggera è sicuramente sconsigliato  l'utilizzo di un impianto ad osmosi innversa, oppure al contrario se l'acqua è molto dura l'osmosi può essere una soluzione.





acqua fredda e frizzante ?

Il secondo aspetto è verificare la qualità del prodotto che si desidera acquistare.  Poichè non siamo tutti tecnici del settore, è importante seguire alcuni consigli pratici semplici ma efficaci.
Verificare se la comunicazione è tecnica o emotiva, se sono definiti i parametri di efficacia
dell'impianto.
Verificare la presenza dei riferimenti normativi, Dm 174 e Dm 25




Il terzo aspetto da seguire è la verifica della solidità e dei requisiti della ditta che vi propone l'erogatore d'acqua potabile.
Il nostro settore è attraversato da meteore che durano uno o due anni, vendono e spariscono, con questo non vogliamo escludere nuovi soggetti che entrano nel settore, ma una certa cautela è d'obbligo.
Verificate se l'azienda che vi propone gli impianti sia dotata  o meno di un adeguato servizio tecnico.

Il tema della manutenzione periodica:  è fondamentale Deve essere fatta con regolarità e in maniera adeguata.   Alcuni impianti sono progettati per poterla fare eseguire in maniera semplice all'utente finale, altri necessitano l'intervento di un tecnico specializzato

In fase di acquisto è quindi bene ponderare tutte queste domande per poi  passare al prezzo

Per il settore della Ristorazione  dobbiamo aggiungere altre considerazioni.
Non solo deve essere di qualità l'impianto, adeguata l'assistenza, ma precisa anche la comunicazione alla clientela finale.

Volutamente non affiggiamo numeri che possono essere poco significativi se non associati ad una offerta precisa.   Vi invitiamo a contattare nella vostra zona aziende qualificate, ad esempio gli Associati AMITAP, oppure a contattarci direttamente per fornirvi nominativi di aziende  presenti sul vostro territorio

domenica 8 maggio 2011

Acqua pubblica e acqua privata riflessioni in vista del referendum

Acqua pubblica ed Acqua privata



Sono anni che assistiamo al dibattito sempre più acceso sul tema della “privatizzazionedell’acqua. Tra poco siamo chiamati al referendum e la confusione sul tema regna sovrana.

Di fatto, a sentire i discorsi della moltitudine, a destra e a manca, regna un sordo sentimento di parte che propone di fatto la stessa cosa, senza avere il coraggio di dirla.

La parola acqua pubblica è assai ambigua. Non si capisce cosa sia questa rivendicazione

Chiariamo subito che una cosa è il possesso ed un’altra la proprietà. Nel caso di possesso una gestione d’impresa può ricavare un profitto dalla gestione della struttura industriale per il servizio reso e per la merce venduta in questo caso l’acqua. Nel secondo caso la proprietà assicura al detentore una rendita. Rendita differenziale rispetto alla risorsa con il più alto costo di gestione.

Il fatto che l'azienda sia pubblica, ossia con il capitale di impresa in mano alla pubblica amministrazione non modifica i rapporti di produzione, che vedono capitale investito e profitto aziendale. ( se poi le perdite devono essere nascoste ( nelle pieghe del bilancio più ampio del Comune o dello Stato) è quindi apparire non più come azienda ma come pubblico servizio è un gioco di prestigio tipico dell'ideologia nostrana.



Gli scenari che si prospettano potrebbero essere acqua di proprietà e possesso pubblico, di proprietà pubblica e di possesso privato oppure di proprietà e possesso privato.

Il primo scenario è quello che attualmente nel nostro Paese è più radicato, anche se in forte cambiamento. La legge Galli del 94 ha imposto una rapida accelerazione di una struttura molto parcellizzata creando gli Ambiti Territoriali Ottimali, ( ATO )ossia una gestione locale che obbligava i piccoli consorzi o acquedotti a fondersi o ad essere assorbiti per dare vita a strutture uniche, con evidenti vantaggi organizzativi.

Questa legge di esproprio imprenditoriale, fu condita con le classiche parole vuote all’italiana nel preambolo si legge : “Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà.”.

Questa legge fu necessaria da una parte per migliorare l’efficienza del servizio, ma soprattutto per difendere la gestione degli acquedotti dalle mire di aziende estere strutturate nel settore.

Il decreto Ronchi porta il secondo colpo di accelerazione imponendo lo scioglimento degli ATO a conduzione pubblica e l’apertura della gestioni ai privati con modalità transitorie varie.

Di fatto si pone, o meglio si impone la questione del possesso privato della rete acquedottistica. La Merce servizio acqua” non viene più gestito da un ente pubblico, ma passa sotto il controllo privato.

Lo Stato e le sue amministrazioni locali hanno comunque la proprietà dell’acqua intesa non come merce ma come proprietà e quindi rendita fondiaria.

Il vespaio sollevato è notevole e tocca gli intressi di una moltitudine di soggetti, cittadini, imprese (municipalizzate, private, miste ) , amministrazioni, azionisti, imprese estere, imprese che dipendono dal servizio idrico. Nella grande confusione che regna, il dibattito si ferma solo alla questione Si o No, il che in asenza di prospettive e di una visione chiara rischia di andare a danno del cittadino e di chi sgobba per sbarcare il lunario.

La parola d’ordine “l’acqua non è una merce”, comprensibile, è comunque impropria.

La rivendicazione pretenderebbe che alcuni servizi non fossero soggetti alle regole del mercato e fosse lo Stato a farsi carico dello sviluppo e del mantenimento di quel servizio. Scuole, ospedali, infrastrutture stradali etc...

Il modo di produzione capitalistico sempre più affamato di impresa e di profitto ha sfondato porte un tempo chiuse dagli stessi fondatori del regime capitalistico. Quando la nostra società si affermo contro il mondo feudale creò volutamente delle zone in cui l'impresa non poteva entrare. L'ordine dei medici ne è un esempio ( oggi ormai semidistrutto ). Un malato veniva curato e basta, senza la pretesa di ricavare un profitto dalla sua malattia. Per questo il medico aveva una tariffa stabilita dall'ordine che gli permetteva di avere una degna esistenza senza rincorrere il profitto. Oggi purtroppo non è più così.

La distribuzione dell’acqua potabile è un servizio che per la sua creazione ha necessitato di un forte intervento statale, poche sono le eccezioni di acquedotti realizzati interamente con capitale privato. Come per le ferrovie, fu lo Stato e le sue Amministrazioni che intervennero con capitale di impresa e disciplina di mercato per rendere questa grandiosa opera pubblica. La nascente borghesia e il suo Stato si fecero carico del progresso sociale.

Oggi lo Stato è esangue, non tanto per scelta di colore politico, ma perchè l’economia nel suo insieme stenta da decenni a progredire con incrementi che possano garantire risorse per le infrastutture che solo uno Stato Centralizzato può fare. In questa situazione economica, di forte debolezza si passa a raschiare il fondo e nello stesso tempo si cercano le difese contro ingressi di capitale estero non gradito.

Perchè il capitale estero non è gradito ?

Perchè il servizio di distribuzione dell’acqua, è per sua natura in regime di monopolio e quindi come tutti i monopoli genera dei sovraprofitti, in quanto al valore della merce si aggiunge un prezzo legato all’assenza della concorrenza. Questi sovraprofitti, altro non sono che una quota di valore sottratti ad altri profitti.

Esempio banale, la mia azienda a fine anno ha un profitto medio del 5% se non fosse che sono obbligato a prendere l’acqua dall’unico fornitore esistente che ha aumentato il prezzo della merce acqua e quindi il mio profitto scende al 4%, l’1% se l’è pappato lui senza che io potessi far nulla.

A leggere quanto scriviamo si potrebbe quindi pensare che siamo favorevoli all’acqua “pubblica” in quanto il sovraprofitto andrebbe comunque nelle tasche della cittadinanza. Nutriamo forti dubbi sulla moralità di destra e sinistra sulla gestione della cosa pubblica espressione di una borghesia senile e putrida che non ha il coraggio di farsi carico del bene collettivo.

Invece di rivendicare un ritorno al passato, ormai sepolto dalla voracità del capitale che cannibalizza i suoi figli migliori, si potrebbe cominciare a pensare ad un mondo senza merci.

martedì 3 maggio 2011

Acqua e corpo umano

L'acqua nel corpo umano svolge diverse fuznioni. Le principali sono:

1) Trasporto nutrienti
2) azione solvente
3) Regolazione temperatura
4) Smaltimento tossine
5) Equilibrio idrico intracellulare
6) Azione diluente
7) Apporto salino.

Il rapporto tra Acqua e corpo umano è complesso e dipende da tanti fattori, basta vedere quanto sopra.
Tutti coloro che ipotizzano un'acqua ideale per il corpo umano hanno piu' dimestichezza con la scienza medica. Ogni individuo ha bisogno dell'acqua appropriata per il suo corpo umano.
Chi suda parecchio deve reintegrare l'acqua persa e nello stesso tempo favorire lo smaltimento delle tossine. Un'azione diuretica è quindi indicata. Quindi bisognerebbe bere un'acqua leggera....
I soggetti a rischio di osteoporosi dovrebbero stare alla larga da acque ultraleggere, in quanto facilitano l'insorgenza di questa patologia.

Bere acqua senza sostanze inquianti è una ovvietà ma è pur sempre vera, bere a sufficienza è un'altra ovvietà ma sempre vera, per completare la terna aggiungo che bere acqua piacevole senza cloro e gusti strani fa bene alla vità.

martedì 26 aprile 2011

Arsenico, vendite "truffaldine", L'epilogo

Con riferimento al precedente post, in cui raccontavo di come viene svolto l'approccio di chi vuole sfruttare la paura d'arsenico per proporre impianti di trattamentom oggi si è avuto l'epilogo.
Mi hanno chiamato per confermare l'appuntamento. Al che ho detto che mi sono informato e che non mi risulta che i filtri siano autorizzati dal Ministero della Salute.
La telefonista, sbigottita, mi dice che sono in errore che i loro impianti lo sono. A questo punto chiedo di averne copia via mail, prima di accettare la visita di un loro incaricato.
la risposta è stata, quanto rapida che LAPIDARIA, noi non lavoriamo così grazie e arrivederci, ed ha messo giù il telefono.......

venerdì 22 aprile 2011

Arsenico, tecniche di vendita "truffaldine"

Oggi mi sono divertito a compilare un form su internet che pubblicizzava l'inoltro a tre ditte specializzata la mia richiesta di informazione sul trattamento dell'acqua con Arsenico.

lascio il mio nome e recapito.
Dopo poche ore vengo contattato da una operatrice telefonica.

Al telefono si capisce che è una persona informata e preparata.
Mi spiega brevemente il sistema per la rimozione dell'arsenico da abbinare ad un impianto ad osmosi o da abbinare ad un impianto di multifiltrazione.
Si tratta di un filtro a resine che trasforma l'arsenico trivalente in arsenico pentavalente.

Gli chiedo se è certificato e mi rispondono che oltre ad essere certificato è anche autorizzato dal Ministero della Salute .

La gentile signorina mi dice che mi regala l'impianto e che devo solo pagare le cartucce di consumo.

A questo punto mi dice che mi manderà un incaricato per l'analisi dell'acqua e la proposta definitiva.

Non esistono impianti autorizzati dal Ministero della Salute. Anzi queste resine a scambio ionico non rientrano nel DM443/90 e quindi l'impianto deve essere soggetto a sperimentazione dal parte dell'Istituto Superiore di Sanità, prima di ottenere una autorizzazione alla messa in commercio ( 3 anni di attesa )

Gli impianti a base di resine o con idrosssico ferrico hanno il difetto che l'ossidazione non selettiva e quindi si consumano in base ad agenti anche diversi dall'arsenico.
Un semplice contalitri non è in grado di monitorare l'impianto per il trattamento dell'arsenico.

Gestire con un sottolavello il trattamento dell'arsenico NON HA SENSO, non rientra nella normtiva del trattamento delle acqua potabili.

Vi si chiede un costo elevato, per pagare il venditore, la telefonista, l'installatore e l'azienda venditrice. Ma tale costo è in sufficiente a coprire i costi di una vera e seria potabilizzazione dell'acqua.



Prima di firmare contratti con finanziarie, prima di credere di aver risolto il tema dell'arsenico con un sorriso da parte del venditore informatevi GWS.

martedì 19 aprile 2011

Bottiglie acqua alla spina nella ristorazione


Nei ristoranti è sempre più diffuso l'utilizzo di impianti per il trattamento dell'acqua potabile.
Con gruppi di frigogasatura abbinati a sistemi di filtrazione è possibile servire ottima acqua, fresca pulita, a km zero.
L'acqua alla spina per essere sempre di ottima qualità deve utilizzare impianti di qualità, con materiali idonei e certificati ( DM 174/2004 ) per il contatto con l'acqua destinata al consumo umano.
Inoltre gli impianti devono essere mantenuti constantemente, le parti di consumo vanno cambiate e il circuito lavato con appositi sanificanti. ( esiete una associazione di manutentori che opera con qualità mel settore www.amitap.it )
I ristoratori per servire l'acqua in tavola utilizzano caraffe o bottiglie.
Questo potrebbe essere un punto critico della filiera. I contenitori devono essere sterili e puliti.
Per far ciò è necessario seguire alcuni concetti elementari.

1) Il contenitore deve essere di facile lavaggio. Quindi con collo largo
2) Il contenitore deve essere conservato in luogo protetto da polvere e inquinanti vari.
3) Il contenitore deve essere di facile ispezione.
4) Il contenitore deve avere la dicitura "acqua potabile trattata" o "acqua potabile trattata e gasata"

Le acque minerali quando utilizzano il Vuoto A Rendere, ( VAR ) in bottiglie di vetro seguono passaggi scrupolosissimi per garantire l'igenicità della bottiglia. I passaggi, lavaggi e controlli sono ben 17 !

Nelle acqua non confezionate, il tema della pulizia non può essere trascurato. Immaginate che al ristorante per divertimento qualcuno infili un corpo estraneo all'interno della caraffa/bottiglia. Questo deve essere assolutamente rimosso. Come fare a vederlo se la bottiglia non è trasparente ? basta un risciaquo o un giro in lavastoviglie per garantire sempre lo smaltimento ?
Se il collo è stretto, come fare a garantire che non il lavaggio sia effettivamente efficace ?

Crediamo fortemente che le brocche debbano essere a collo largo, trasparenti, con la dicitura acqua potabile trattata.

Sconsigliamo i colori blu notte che fanno sembrare tutto sempre pulito, perchè non si vede attraverso.

Discorso a parte riguarda coloro che sigillano la bottiglia con un tappo per renderla simile alle acqua minierali in bottiglia. La legge nel caso parla chiaro, NON è consentito, serve ad illudere il cliente finale, ma purtroppo non vengono nemmeno rispettate le norme per l'imbottigliamento.
Non vi è indicata sulla "finta" bottiglia la data di imbottigliamento, i locali non sono sterili, la dicitura spesso è assente.