giovedì 21 ottobre 2010

La responsabilità di chi esegue la manutenzione

La responsabilità civile nella manutenzione degli impianti per il trattamento al punto d'uso dell'acqua potabile.

Il tema delle responsabilità nel mondo del trattamento dell'acqua potabile è fondamentale per poter operare con serietà, per fornire un servizio di qualità al cliente e nello stesso tempo essere "al riparo dagli eventi".
Fondamentale e abbastanza ovvio è il rispetto della normativa vigente ed quella di prossima attuazione che sul tema specifico delle installazioni e manutenzioni chiarisce con il Dm 37/08 in maniera inequivocabile la filiera da rispettare. Se si installa un impianto finito prodotto dalla ditta XXX, questa DEVE associare un manuale tecnico in cui sono presenti le procedure per il MONTAGGIO e la MANUTENZIONE dell'impianto. ( in parecchi casi il manuale d'uso e manutenzione rilasciato al cliente finale ed obbligatorio per legge non coincide con il manuale tecnico dell'impianto )
La ditta XXX deve indicare le procedure sotto la sua totale responsabilità da seguire per mantenere in efficienza l'impianto installato. Ad esempio se la ditta XXX produce un impianto di filtrazione con lampada UV oltre ai tempi e litraggi da rispettare per il cambio delle parti di consumo deve indicare tutte le operazioni necessarie per mantenere in efficienza l'impianto. Se devono essere rimossi gli OR o meno se deve essere estratta la camicia in quarzo e pulita, se le valvole devono essere aperte e lavate etc...
Il tecnico manutentore, abilitato per legge come prescittto dal 37/08 e dal dm 443/90, esegue le procedure inidcate e certifica sotto la sua responsabilità di averle eseguite correttamente come prescritto dalla casa madre. Se insorgessero problemi di qualsiasi natura il tecnico, se ha operato come prescritto dalla casa madre , è manlevato da responsabilità proprie.

Ciò oggi purtroppo non avviene in quanto il settore della manutenzione è affidato alla buona volontà dei tecnici che volenti o nolenti si assumono tutte le responsabilità. Riceviamo continue richieste da colleghi sul tipo di sanificante da utilizzare, per quanto tempo e così via, oppure su questioni specifiche richieste di aiuto in seguito a problemi insorti. I libretti d'uso e manutenzione sono spesso inesistenti, incompleti o fantasiosi. Ci capita spesso di leggere frasi del tipo : " inserire cartuccia con sanificante e fare scorre abbondantemente" e chiusa lì. Così non va bene

Nel caso ci fosse una causa civile o addirittura penale, ( non vogliamo spaventare nessuno ma ogni tanto capita ) non sono gli attestati di corso seguiti presso la ditta xxx o patentini vari e che fanno bella mostra sulle pareti degli uffici, a mettere al riparo il manutentore o la ditta venitrice dall'essere parte in causa. Si deve semplicemente dimostrare di aver eseguito quanto prescritto dalla casa costruttrice DM37/08 ! Il Giudice può al massimo verificare se il manutentore ha eseguito o meno quanto prescritto.
A sua volta la ditta XXX per avere una sorta di manleva può rivolgersi ad un istituto terzo ( meglio se accreditato al Ministerio della Salute ) che convalidi le procedure indicate sul manuale tecnico.

Con questo non vogliamo dire che il tecnico manutentore debba impeganrsi profesionalmente per fornire il servizio nella maniera migliore possibile, tutta la formazione e l'esperienza acquisita serve a rendere il miglior servizio al cliente. Riteniamo però sbagliato affidarsi al principio della "buona volontà" ad ognuno le sue responsabilità

Constatiamo che sono poche le ditte costruttrici/ importatrici che lavorano in questo senso. Validare una procedura di manutenzione periodica è cosa seria.

Quest'anno GWS non organizza il Convegno nazionale sul tema del trattamento dell'acqua potabile ma partecipa con un proprio contributo sul tema al Convegno organizzato dalla AMITAP a Roma presso la sede nazionale CNA

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