martedì 28 dicembre 2010

Bocciata la pubblicità comparativa di Mineracqua

Nel post di ottobre scrivevamo della campagna della Coop a favore dell'acqua del rubinetto.
Mineracqua rispondeva con una pubblicità comparativa apparsa sui maggiori quotidiani nazionali.
Nella pagina a pagamento mineracqua sosteneva la superiorità dell'acqua in bottiglia rispetto a quella del Rubinetto
Con sentenza del 30 Novembre , IAP ossia l'organo di autogoverno della pubblicità ha decretato la sopsenzione della campagna promozionale in quanto secondo l'art 2 si tratta di Comunicazione commerciale ingannevole.

domenica 12 dicembre 2010

Segnalazione di truffe

Da qualche mese a questa parte è aumentata notevolemente la richiesta di aiuto da parte di cittadini che si ritrovano in casa impianti ad osmosi senza averne fatta una specifica richiesta.
Da una media di 1 contatto ogni mese siamo passati ad uma media di un contatto alla settimana.

La lamentela è più o meno sempre la solita, si ritrovano sul groppone una finanziaria per 3/4 anni per un importo che varia dai 3000 ai 4500 euro senza aver realmente voluto acquistare l'impianto.
Come funziona la tecnica di vendita ( ma è vendita ? ).
a)Telefonata per di operatrice di call center che in qualche modo strappa un appuntamento :
-impianto regalato
-nessun impegno
-offerta irrepetibile con oggetto omaggio ( si, regalano anche televisori... )
b)Funzionario che in approfitta della porta aperta sulla fiducia per creare preoccupazione e poi desiderio di acquisto
c) l'obiezione del prezzo viene superata con contratti di finanziamento a costo zero ( ma quando mai ti prestano i soldi in regalo...)

Questa modalità di vendita non è nuova, fa parte della più ampia famiglia della vendita diretta.
Un vecchio adagio recita che quando qualcuno vuol venderti qualcosa è per fare i suoi interessi.
Il punto è che le cifre in ballo non sono da poco e spesso non sono congrue al bene acquistato
Oppure di fronte ad un ripensamento vengono tirate in ballo obblighi o penali varie.

Un impianto ad osmosi inversa a produzione diretta costa in fabbrica intorno ai 500 € una installazione corretta costa 120 € lo stesso per una manutenzione periodica.
Ritengo ingiusto che al cleinte finale si faccia pagare costi commerciali altissimi soprattutto forzando la vendita.

Telefonista, venditore costo bancario incidono per il 35 % del prezzo il resto sono costi pubblicitari e di struttura

domenica 28 novembre 2010

Osmosi Inversa e allarme arsenico

Gli impianti domestici ad osmosi inversa non sono in grado di rimuovere l'arsenico presente nell'acqua di rete.

L'arsenico nell'acqua può essere in forma trivalente o ossidato in forma pentavalente.
Le membrane osmotiche riescono a filtrare solo quello in forma perntavalente.

Essendo la foma principale presente nell'acqua quella trivalente, sarebbe necessario ossidare l'arsenico  con opportuni sistemi prima di far passare l'acqua nella membrana osmotica. Cosa non semplice.

Diffidate di chiunque proponga gli impianti di affinamento dell'acqua già potabile come  potabilizzatori, ossia rendere l'acqua potabile, soprattutto se con presenza di sostanze altamente tossiche.

Per rimuovere l'arsenico altre sono le strade da percorrere. Adsorbimento, floculazione.
Sono trattamenti non domestici e comunque hanno bisogno di un presidio tecnico, segue un percorso normativo assai diverso da quello delle classiche osmosine.

E' stata aperta di recente un discussione sul forum, di Acquasemplice, aperto a tutti i contributi 

Soluzioni a base di resine a scambio ionico possono essere efficaci a patto che tutto l'iter sia seguito con competenza, non dimenticandosi del grosso problema dello smaltimento delle resine esauste.

Sull'economia dell'emergenza vi è un forte lucro da parte di  chi partecipa alla "gestione" del problema.
Chi sulla base di una paura collettiva si propone per soluzioni fabtasiose o miracolose fa parte della stessa risma di speculatori

giovedì 28 ottobre 2010

Convegno AMITAP

Convegno AMITAP-CNA

"Il processo qualitativa per il trattamento dell'acqua potabile al punto d'uso, la filiera delle responsabilità verso il cliente."
  • Il produttore
  • Il venditore
  • Il manutentore

Sede Nazionale CNA Roma: via dei guattani 13

Vanerdì 19 Novembre 2010

Un importante appuntamento per fare chiarezza nel settore: troppi soggetti fanno scivolare le responsabilità su clienti o su soggetti terzi.

giovedì 21 ottobre 2010

La responsabilità di chi esegue la manutenzione

La responsabilità civile nella manutenzione degli impianti per il trattamento al punto d'uso dell'acqua potabile.

Il tema delle responsabilità nel mondo del trattamento dell'acqua potabile è fondamentale per poter operare con serietà, per fornire un servizio di qualità al cliente e nello stesso tempo essere "al riparo dagli eventi".
Fondamentale e abbastanza ovvio è il rispetto della normativa vigente ed quella di prossima attuazione che sul tema specifico delle installazioni e manutenzioni chiarisce con il Dm 37/08 in maniera inequivocabile la filiera da rispettare. Se si installa un impianto finito prodotto dalla ditta XXX, questa DEVE associare un manuale tecnico in cui sono presenti le procedure per il MONTAGGIO e la MANUTENZIONE dell'impianto. ( in parecchi casi il manuale d'uso e manutenzione rilasciato al cliente finale ed obbligatorio per legge non coincide con il manuale tecnico dell'impianto )
La ditta XXX deve indicare le procedure sotto la sua totale responsabilità da seguire per mantenere in efficienza l'impianto installato. Ad esempio se la ditta XXX produce un impianto di filtrazione con lampada UV oltre ai tempi e litraggi da rispettare per il cambio delle parti di consumo deve indicare tutte le operazioni necessarie per mantenere in efficienza l'impianto. Se devono essere rimossi gli OR o meno se deve essere estratta la camicia in quarzo e pulita, se le valvole devono essere aperte e lavate etc...
Il tecnico manutentore, abilitato per legge come prescittto dal 37/08 e dal dm 443/90, esegue le procedure inidcate e certifica sotto la sua responsabilità di averle eseguite correttamente come prescritto dalla casa madre. Se insorgessero problemi di qualsiasi natura il tecnico, se ha operato come prescritto dalla casa madre , è manlevato da responsabilità proprie.

Ciò oggi purtroppo non avviene in quanto il settore della manutenzione è affidato alla buona volontà dei tecnici che volenti o nolenti si assumono tutte le responsabilità. Riceviamo continue richieste da colleghi sul tipo di sanificante da utilizzare, per quanto tempo e così via, oppure su questioni specifiche richieste di aiuto in seguito a problemi insorti. I libretti d'uso e manutenzione sono spesso inesistenti, incompleti o fantasiosi. Ci capita spesso di leggere frasi del tipo : " inserire cartuccia con sanificante e fare scorre abbondantemente" e chiusa lì. Così non va bene

Nel caso ci fosse una causa civile o addirittura penale, ( non vogliamo spaventare nessuno ma ogni tanto capita ) non sono gli attestati di corso seguiti presso la ditta xxx o patentini vari e che fanno bella mostra sulle pareti degli uffici, a mettere al riparo il manutentore o la ditta venitrice dall'essere parte in causa. Si deve semplicemente dimostrare di aver eseguito quanto prescritto dalla casa costruttrice DM37/08 ! Il Giudice può al massimo verificare se il manutentore ha eseguito o meno quanto prescritto.
A sua volta la ditta XXX per avere una sorta di manleva può rivolgersi ad un istituto terzo ( meglio se accreditato al Ministerio della Salute ) che convalidi le procedure indicate sul manuale tecnico.

Con questo non vogliamo dire che il tecnico manutentore debba impeganrsi profesionalmente per fornire il servizio nella maniera migliore possibile, tutta la formazione e l'esperienza acquisita serve a rendere il miglior servizio al cliente. Riteniamo però sbagliato affidarsi al principio della "buona volontà" ad ognuno le sue responsabilità

Constatiamo che sono poche le ditte costruttrici/ importatrici che lavorano in questo senso. Validare una procedura di manutenzione periodica è cosa seria.

Quest'anno GWS non organizza il Convegno nazionale sul tema del trattamento dell'acqua potabile ma partecipa con un proprio contributo sul tema al Convegno organizzato dalla AMITAP a Roma presso la sede nazionale CNA

Festiva della Scienza Acqua in Tavola

La fondazione Amga organizza nell'ambito del Festival della Scienza a Genova che si terrà dal 29 ottobre al 7 novembre un ciclo di conferenze sul tema " Acqua a tutto Tondo"

Il 5 novembre alle ore 18 in via Serra presso la sala convegni IREN sarà tenuta dal Dott Temporelli una conferenza specifica sul tema: "l'acqua a Tavola"

venerdì 8 ottobre 2010

La battaglia per l'uso dell'acqua del rubinetto

E' di oggi la notizia sulla Stampa di Torino che le COOP hanno iniziato una campagna di comunicazione, del costo di 1 milione di €, per invogliare la popolazione al consumo consapevole dell'acqua. Scegliendo il sistema a caraffa filtrante ( venduto dalle COOP ) oppure utilizzando acqua confezionata a Marchio COOP prodotta nelle zone limitrofe.

Bravi.

giovedì 29 luglio 2010

Effetto pila

La chimica è cosa complessa. In presenza di due solzioni a diverse concentrazioni si è in presenza di una differenza di potenziale elettrico. Se il circuito si chiude abbiamo anche il passaggio di corrente.
Negli impianti ad osmosi avviene questo fenomeno, in quanto il concentrato e il permeato hanno concentrazioni saline assai diverse.
Negli Impianti ad Osmosi si possono quindi verificare fenomeni di corruzione "galvanica" .
E' bene scegliere prodotti che tengono conto di questo aspetto....

lunedì 12 luglio 2010

Imbottigliamento al ristorante

In un ristorante veneto abbiamo visto bottiglie di acqua osmotizzata con capsula sigillata servita al tavolo.

Abbiamo chiesto al proprietario alcune delucidazioni :

1) secondo quale normativa di legge seguita per imbottigliamento
2) quale era la procedura per il lavaggio e lo stoccaggio dei vuoti
3) perchè sulla bottiglia non era presente la data di imbottigliamento.

Esiste un DPR del 58 che vieta l'imbottigliamento selvaggio con apparecchi frigogasatori.
Il tema del riuso dei vuoti è estremamente delicato, nella filiera delle acque minerali il VAR ( vuoto a rendere ) subisce ben 17 ( diciassette ) lavaggi e controlli.
La mancanza di etichetta con data di imbottigliamento è grave e contraria alla normativa vigente sui cibi e sulle acque minerali.

mercoledì 17 marzo 2010

Ancora la truffa dell'elettrolisi

A seguito del servizio trasmesso a "Striscia la notizia" siamo stati contattati da diversi cittadini vittime dell'inganno.
Abbiamo fornito e forniremo sempre tutto il supporto necessario per combattere questo malcostume ancora diffuso.
Un impianto per il trattamento dell'acqua potabile è cosa seria. Non può essere il veicolo di una truffa basata sulla vendita emotiva.
Lo ribadiamo nuovamente, il sistema basato sull'osmosi inversa è una soluzione a fronte di esigenze ben chiare. Ad esempio acqua con durezza molto elevata. Oppure il piacere di bere acqua estremamente leggera.
Chi promette l'acqua perfetta è un mestierante della truffa. Si serve dei giochini quali il precipitatore elettrolitico per raccontare la sua falsa verità.

venerdì 5 marzo 2010

La dittatura del gusto

Purtroppo anche nel campo dell'acqua destinata al consumo umano impera la dittatura del gusto. Quasi fosse un pensiero unico.
L'altro giorno abbiamo assistito ad un convegno promosso da una istituzione pubblica che ribadiva la necessità del ritorno all'utilizzo dell'acqua del rubinetto per il consumo umano.
Per la questione organolettica, il loro punto di vista era semplice, lasciare evaporare il cloro residuo o inserire una o due gocce di limone.
Hanno tuonato contro gli impianti di trattamento dell'acqua potabile al punto d'uso e in special modo contro l'osmosi inversa.
Noi la pensiamo in maniera diversa, non esiste un'acqua perfetta ( se lo ricordino anche i venditori d'assalto ) esistono tanti tipi di acqua con gusti e proprietà diverse.
Una scelta consapevole è possibile, non è obbligatorio per la salvaguardia del pianeta bere acqua al gusto di limone.

martedì 2 febbraio 2010

il post filtro a carbone

Il post filtro a Carbone attivo negli impianti ad osmosi serve a riequilibrare il gusto.
Nel Serbatoio ad accumulo l'acqua può assorbire quantità infinitesimi di monomeri del butile che possono dare all'acqua un gusto non asciutto.
Nella produzione diretta il post filtro mitiga il sapore metallico generato dalla presenza di acido carbonico non più tamponato.

E' un componente molto rischioso e deve essere di buona qualità, il grosso rischio è legato allo sviluppo di carica batterica. Negli impianti ad accumulo è seguito da una lampada a raggi UV, ( per legge ) mentre nelle produzioni dirette deve possedere proprietà batteriostatiche.

E' fondamentale la sua sostituzione con cadenza periodica, e vale la regola che meno lo si usa e più alto è il rischio di sviluppo di carica batterica

domenica 17 gennaio 2010

Diversi tipi di membrane

Le membrane non sono tutte uguali, hanno resa e durata diversa a seconda del modello e a seconda del fornitore.
Oggi vanno di moda gli impianti a produzione diretta, vengono utilizzate membrane a 100 GPD ( galloni per giorno ) modello 1812.
Queste hanno una buona produzione, ma scontano una minore capacità di abbattimento rispetto alla 50 GPD par modello.
Il giagante americano Dupont produce a marchio Filmetec. Sono un buon prodotto. Quelle asiatiche non sono allo stesso livello.
Spendere qualche euro in più è sicuramente conveniente.