lunedì 29 giugno 2009

Epidemia idrodiffusa

La notizia dell'inquinamento dell'acquedotto di Benaco sul lago di Garda è passato quasi nel silenzio.
Tempo addietro abbiamo scritto una breve nota sul tema dell'inquinamento micorbiologico legato al trattamento al punto d'uso:
 "Il rischio microbiologico e il POU ( point of use )"
Scrivevamo che in Italia l'unico caso conosciuto è quello di Taranto. Questo sarebbe il secondo. ( solo ? )
Ci lascia assai perlplessi questo comportamento della stampa, che a fronte di un caso assai grave non fornisce sufficienti informazioni.
Sembra che la causa sia dovuta al non funzionamento del sistema di filtrazione e sterilizzazione a raggi Ultravioletti.

domenica 21 giugno 2009

Osmosi Inversa e carica batterica

A seguito di inchieste giornalistiche, e casi di epidemie idrodiffuse il tema dell'efficacia di un impianto ad osmosi inversa nei casi di presenza di batteri nell'acqua è più vivo che mai.

La membrana degli impianti ad osmosi inversa dovrebbe essere in grado di funzionare come barriera assoluta, bloccare tutti gli inquinamenti microbiologici. La porosità è talmente fine che i batteri non passano.

Le modalità costruttive degli impianti incidono sull'efficacia dell'impianto stesso. Valvole di miscelazione, valvole di non ritorno, raccordi se non posizionati nella giusta maniera possono compromettere il funzionamento dell'impianto stesso.

La manutenzione periodica è fondamentale, il biofilm che si sviluppa nel tempo è un terreno di cultura per le colonnie batteriche.

Nel caso di acqua di rete con seri problemi che ne pregiudicano la potabilità, ( vedi il recente caso sul Garda ) è fortemente sconsigliato l'utilizzo di impianti domestici. Questi sono progettati per affinare un'acqua già potabile.

martedì 9 giugno 2009

Acqua del rubinetto non potabile ?

Lo scorso mese abbiamo letto sul Corriere della Sera un articolo a firma di M. Pappagallo dai toni molto allarmistici. Riportando le conclusioni di uno studio eseguito dall'università di Napoli Federico II si diceva che su un campione di 209 prelievi, ben il 25 % delle acque risultavano contaminate da microbi di origine Fecale.
Abilmente nell'articolo si diceva che probabilmente la causa era dovuta al cattivo stato della rete idrica domestica.
Una persona seria, con una capacità cognitiva si potrebbe porre la domanda se un campione di 209 prelievi sul territorio nazionale sia significativo: Nello stesso tempo una persona serie si porrebbe il tema di non ricercare il clamore della notizia, ma andrebbe a ricercare le cause di questa contaminazione senza utilizzare avverbi di comodo.
Leggendo il rapporto "scientifico" dell'Università risulta modesta l'impostazione conoscitiva.
Le variabili da verificare sono state tutte ignorate ! Ad esempio, la tipologia di acqua, più o meno ricca di calcare ( nei depositi cresce la flora batterica), distribuzione domestica diretta o a vasche. Vasche mantenute regolarmente o abbandonate. Acqua fornita con clorocopertura o in assenza. Ancora, periodo stagionale...
Risulta che uno desti estensori del lavoro universitario faccia parte del Centro Europeo Ricerca Acque Minerali. Mentre l'articolista del CdS ha appena pubblicato un atlante delle Acque Minerali sponsorizzato da Nestlè...

La nostra esperienza ci dà risultati assai diversi, capita di rado di trovare acqua potabili contaminate, ancora più raramente la presenza di ceppi fecali.

Se così non fosse in Italia saremmo soggetti ad contorsioni gastro intestinali in maniera cronica ed diffusa