giovedì 15 gennaio 2009

Carica batterica

Ci è stato segnalato un impianto ad osmosi inversa, con accumulo con una carica batterica a 22 ° C di 200 UFC. Nonostante ripetuti risciacqui
Il valore di legge,per la carica non patogena ed utilizzo estemporaneo (senza conservazione) non è definito, la legge indica  - senza variazioni anomale -

L'impianto è stato utilizzato su un'acqua di pozzo.
L'impianto è dotato di lampada UV.
L'utente segnala che la valvola di miscelazione è completamente chiusa.

L'ipotesi più probabile è la seguente:
Acqua del pozzo con carica batterica e TOC elevato.
In fase di messa in funzione la valvola di miscelazione non era chiusa.
Si è inquinato il serbatoio che funziona da incubatore.
La lampada - sempre che sia accesa -non riesce ad rimuovere il 100 % della carica batterica perchè l'acqua presenta torbidità o la sua potenza è limitata

La membrana ad osmosi è una barriera per i batteri, Se presenti nell'impianto sono dovuti a retrocontaminazione dal rubinetto o ingresso tramite miscelatore.

Consigliamo di sotituire il serbatoio

6 commenti:

Walter ha detto...

Ho da poco acquistato un impianto ad osmosi inversa diretta, quindi senza tanica e senza lampada UV, che secondo il venditore non serviva, non essendo prevista dal decreto del ministero della salute 443 del 21 dicembre 1990.
L'impianto è composto da tre filtri a carboni attivi il primo PPF il secondo GAC e il terzo CTO, da due membrane osmotiche tipo TCF da 75 GPD e un ultimo filtro a carboni attivi per ridare salinità all'acqua trattata.
Nel mezzo dell'impianto un regolatore di durezza manuale, che in abbinato ad un sensore collegato ad un display indica la durezza dell'acqua e ne permette la regolazione in base ai propri "gusti".
Ho fatto analizzare l'acqua del rubinetto e quella trattata, dopo circa due mesi di utilizzo e....
NON E' POTABILE.
E' piena di batteri coliformi.
Ho sentito il venditore e mi ha consigliato di rimuovere l'ultimo filtro e rifare le analisi con il rubinetto di regolazione chiuso.
Seguendo l'impianto ho capito il perchè: se si regola la durezza parte dell'acqua non passa dalle membrane osmotiche e viene presa direttamente dopo i filtri a carbone attivo, che come notorio sono un letto naturale per batteri.
Perchè vi ho quindi annoiato : secondo voi devo denunciare il tutto alle sedi competenti?
Oppure come posso rendere il mio sistema sicuro?
Se ne avete uno simile fate analizzare l'acqua anche voi prima di bere acqua di fogna....
Attendo un vostro gentile aiuto.

Anteo ha detto...

Il fatto che l'acqua sia batteriologicamente inquinata dipende dalla qualità dell'impianto.
Sugli impianti a produzione diretta, costruiti con criterio, ( vedi Dometic ) non abbiamo mai trovato carica batterica.

Il post filtro, soprasttutto se non schermato con lampada UV è un incubatore di batteri.

Se nel progetto, dopo la mambrana osmotica sono previste zone di morta è facile che per retrocontaminazione, si sviluppi carica batterica.

Il consiglio spassionatop è di far causa alla ditta venditrice.

Se servisse una paerizia tecnica, come ingegneri sia disponibilissimi.

Anonimo ha detto...

walter, per caso si tratta di un impianto a 7 stadi comprato su ebay ? Ho lo stesso problema !

Anonimo ha detto...

Sanificalo con prodotti apposta ogni sei mesi se impianto e con accumulo. Se Diretto va sanificato ogni 12 mesi.
Solo i cambi filtri non sono sufficienti. La sanificazione e molto importante per evitare la proliferazione batteriologica.

Anonimo ha detto...

Noi stavamo pensando di installare un impianto ad osmosi inversa ma sinceramente, a questo punto, non riesco più a capire cosa è giusto fare! Dai vs. commenti ne traggo solo una gran confusione: tutte le acque sono inquinate (bottiglia e non), tutti dicono bugie (comuni e ditte distributrici di acque minerali), non è bene bere senza sali minerali, non è bene bere troppi sali minerali, i filtri a carbone attivo sono la manna per i batteri (eppure in tutti i supermercati sono strapublicizzate le caraffe con il filtro dentro). Sono molto confusa.... E non so a chi chiedere delucidazioni senza avere il timore che questi mi stia raccontando una storia (anche voi tecnici vi contraddicete a vicenda!)Sono confusa, ribadisco...

Trattamento acqua Genova ha detto...

La confusione è generata da un sovrapporsi di questioni.
1) che acqua vuole bere ?
minimamente mineralizzata ?
Oligominerale ?
Minerale ?
Non esiste un'acqua perfetta, ogni tipologia risponde bisogni che dipendono da tanti fattori : Metabolismo di ogni singolo individuo, alimentazione, attività lavorativa, eventuali patologie...
Diffidi di chi strombazza la sua acqua come la migliore...
2)Le tre tipologie di acqua sono tutte possibili ( verificare le condizioni di partenza ossia l'acqua che vi fornisce il gestore )
bisogna solo valutare la qualità del prodotto ed i relativi costi.

Sulle caraffe filtranti ho dubbi sulla realew efficacia, sulle garanzia igeniche e sul conto economico.